Che mondo!

Un romanzo è fatto di tante sfaccettature e tante peculiarità, è proprio il caso di Che Mondo! di Fabiano Pini, edito dalla Kimerik, un libro di fantapolitica,  a tratti ironico, pieno di tantissime denunce sociali molto attuali. Un libro che ci fa riflettere su cosa stiamo facendo e su dove stiamo andando, adatto ai lettori di qualsiasi fascia d’età. E’ necessario che i libri oltre a dilettarci, devono dare degli insegnamenti, indicare una strada o una possibile via di fuga, soprattutto in un delicato periodo storico, come quello che stiamo vivendo. L’intervista con l’autore vi potrà aiutare nella lettura del libro, oppure la potrà completare.

Quando le è venuta l’ispirazione per il suo romanzo? Nasce da un’esclamazione che feci ascoltando un telegiornale su una rete nazionale, per l’ennesima volta riportava una delle nefandezze quotidiane a cui siamo tristemente abituati, ‘che mondo!’ furono esattamente le parole che dissi. Da quello sfogo partì l’idea e tutto il ragionamento che mi ha portato alla stesura del testo. L’ubicazione in Paradiso, le scene, i personaggi, i ragionamenti sono, ovviamente, frutto della mia fantasia ma basata appunto sulle storture quotidiane che vivo, ascolto, osservo e commento. Mi sono riferito ai grandi personaggi perché hanno fornito, con le loro gesta e le loro idee, molte soluzioni che ancora oggi utilizziamo. Al momento delle loro scoperte, non potevano immaginare che il mondo sarebbe finito in una catastrofe sociale come quella odierna. Le soluzioni che ho fatto inventare da Leonardo da Vinci, sono un parto mentale collettivo,  ma mio in primis; speriamo che anche nella realtà, in un prossimo futuro, si arrivi a qualcosa, se non così ingegnoso, ma che aiuti il mondo.

Il suo è un libro molto originale, come ha scelto i personaggi che devono salvare gli uomini dai mali del mondo? Non è stato semplice, di personaggi illustri della storia, ne è pieno il paradiso! Sandro Pertini, amatissimo alla maggior parte degli italiani durante il suo mandato presidenziale, fu noto per la sua lealtà umana e politica. Albert Eintein fu un uomo di scienza dalle capacità intellettive fuori dall’ordinario e ottimo conoscitore della psiche umana. Napoleone III era un realpolitik eccezionale del suo tempo, da lui nacquero basi sociali e politiche di cui ancora oggi i francesi ne traggono profitto. Leonardo da Vinci, beh, mi pare ovvio la motivazione della sua scelta: un genio assoluto!  Per Ovidio Ruffini, personaggio più conosciuto del gruppo, è un discorso più complicato. Mi occorreva una sorta d’interlocutore, un arbitro, un personaggio con un carattere calmo e riflessivo ma risoluto nelle decisioni, e che fosse pronto ad ascoltare ogni lamentela e spregiudicatezza degli altri, che elaborasse i concetti e indirizzasse con fermezza, la soluzione da intraprendere. Qualcuno che tenesse a bada i caratteri indomabili dei quattro eroi. Lui è li, volente o nolente, pronto ad ascoltare chiunque. Ovidio Ruffini, barbiere sulla Terra, risolutore in Paradiso!

E’ una denuncia molto forte quella che si legge nel suo romanzo, tra i mali – potendo fare una successione – quale metterebbe al primo posto? Bellissima domanda! Possiamo fare un ex equo tra tutte quante? Sono tutte situazioni strettamente concatenate tra loro, quasi inscindibili, dove più che una classifica organizzerei un ordine cronologico, a partire dalla nascita di ognuno di noi. Tutte le storture della vita che portano a sconfinare, sono trattate nel libro, vengono affrontate lungo il percorso di vita: bullismo e l’uso dei social network in modo inappropriato, si delineano già nei primi dieci anni di vita. La droga, la corruzione, il degrado, la solitudine sono condizioni di vita che si manifestano generalmente quando, crescendo, scopriamo le difficoltà, incontriamo persone sbagliate, forgiamo i caratteri magari all’ombra di persone e situazioni non favorevoli. Ma il mio ordine cronologico o classifica sarebbe questo: schiavitù infantile,  Albert Einstein diceva: “Non c’è a questo mondo grande scoperta o progetto che tenga, fintanto che ci sarà un solo bambino triste”. Ricordiamoci che prima di diventare adulti, manager, politici, ingegneri, umili operai e così via, tutti indistintamente, siamo stati dei bambini e dove qualsiasi evento o situazione ci ha condizionato inesorabilmente. Noi siamo delle tavole bianche, delle spugne, tutto questo ci forgerà e condizionerà il nostro futuro. Un circolo maledettamente vizioso che se non decidiamo di volerlo interrompere, ci fagociterà.

I cinque indagatori celesti da Napoleone III a Sandro Pertini, hanno delle qualità in comune, per lei qual è la migliore in assoluto? La lealtà sociale. Tutti avevano un orientamento politico differente, ognuno aveva idee diverse e a tratti contrastanti, ma tutti convergevano sulla questione sociale in maniera univoca, senza tentennamenti. Se i popoli stanno male, se i cittadini sono privi della loro libertà e di una vita dignitosa, chi governa è destinato a fallire.

Secondo lei gli uomini sono cattivi o buoni, cosa li fa diventare gli uni o gli altri? In parte ho già risposto con la descrizione sommaria della schiavitù infantile, ma ritengo che sia il buono, sia il cattivo ha già qualcosa dentro fin dalla nascita e le condizioni di vita iniziali sono fondamentali per chiunque.

Dove sta andando il mondo? Ecco un’altra bella domanda! In nessun posto felice direi. Siamo tremendamente addentrati in quel famoso cul-de-sac dal quale è arduo,

quasi impossibile uscirne. Siamo talmente oltre che dobbiamo prepararci all’impatto finale. Il pianeta Terra così come lo conosciamo, durerà ancora parecchio tempo, gli esperti dicono almeno altri quattro miliardi di anni, onestamente non lo so, ma so che la strada sulla quale ci stiamo muovendo, non è una bella strada. E’ vero che le ciclicità della vita portano ad alti e bassi, a periodi di siccità e di straordinaria abbondanza, ma è altrettanto vero che la storia, quella che dovrebbe insegnarci a non ripetere gli errori del passato, non ha ancora insegnato niente. Io sono un’ottimista ma vedo molte nubi scure arrivare, non credo portino belle novità.

Lei scrive da tantissimi anni, cosa le dona la scrittura? La conoscenza, la libertà, l’intraprendenza, il confronto, una sfida continua con la mia intelligenza, un salire quotidiano su scalini sempre più alti, ma mi aiuta a restare tenacemente con i piedi ancorati al suolo. La scrittura permette voli fantastici, scoprire la realtà da prospettive diverse che mai scorgeresti se non osassi. A me piace scoprire, crescere, capire se qualcosa è alla mia portata ed eventualmente imparare cose nuove per colmare quelle lacune della mia conoscenza. La scrittura significa lettura, se non leggiamo, non possiamo imparare né a crescere né a sognare.

Ha già un nuovo progetto editoriale? Certamente sì, un lavoro già terminato non andato in stampa a causa dello stop imposto dal corona virus, spero che veda la luce il prima possibile. Parla di un noto personaggio della Versilia e molto di più. Sono anche impegnato in questi giorni, nel terminare un romanzo dal sapore futuristico in cui mescolo realtà e fantasia, nel mio stile, partendo dalla solida Terra e giungendo nelle profondità del cosmo, ritornando in tempo per la cena! Mi dispiace ma non posso aggiungere altro.

Anna Pizzini

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