Cosa possiamo fare per difenderci dalle inondazioni

La pioggia è sempre caduta e da che mondo è mondo cadrà inesorabilmente. Non sempre però ha stravolto il territorio. Anzi la pioggia dovrebbe essere vista come salvifica e portatrice di benessere. Oggi la viviamo invece come momento di tensione e causa di problemi. Perché adesso la pioggia è diventata un problema?
Perché è aumentata l’intensità ma anche perché scende su una superficie cementificata che ne amplifica la velocità e dunque la violenza.
L’eccessiva urbanizzazione ha senza dubbio inciso e reso ancora più violente le conseguenze che precipitazioni improvvise possono creare.
Il sistema delle autorizzazioni e  dei permessi edilizi è stato praticamente deregolamentato. Negli agli anni ’70 e ’80 c’era un presidio di legalità denominato Genio Civile a cui sono stati sottratti negli anni competenze e risorse.
Il problema sta racchiuso nell’equazione che il territorio è un patrimonio che appartiene a tutti e dunque è necessario vigilare con cura.
Le amministrazioni comunali strette dal Patto di stabilità non possono fare altro che cedere porzioni di territorio e risorse a costruttori che ringraziano e in cambio concedono opere di urbanizzazione (colate di cemento prive di valore) e pochi spiccioli che comunque fanno comodo ai bilanci ridotti all’osso dei Comuni italiani.
Vorrei fare una pausa.
Entrare nel meccanismo, cercare (se posso) di spiegare perché le amministrazioni spesso cedono pezzi di territorio e beni demaniali concedendo superfici al cemento, riducendo dunque i margini di risposta del terreno. Questa folle corsa verso il mattone ha praticamente spogliato le superfici di alberi, terreni e culture che fungono da filtro e assorbono parte delle piogge.
Abbiamo costruito non per abitare (vi sono in Italia decine di miglia di appartamenti sfitti) ma per speculazione.
Perché?
I comuni come dicevamo sono soffocati da vincoli economici insopportabili. Non hanno danari e spesso è sembrato scontato concedere permessi edilizi in cambio delle tasse che i costruttori devono pagare per poter tirare su i palazzoni.
Cosa si può fare? Non si devono fare chissà quali rivoluzioni, molto semplicemente: se tu vuoi costruire lo puoi fare solo se è davvero necessario.
Devi contenere le aree cementificate, progettare dunque un processo di riduzione sistematico di periferie suburbane disabitate. Demolire le abitazioni abusive. Denunciare gli irregolari. Punire i colpevoli. Le inondazioni altro non sono che la conseguenza di queste azioni perché se è vero che il clima sta cambiando, questo cambiamento se gestito con risposte sostenibili e con razionalità potrebbe in parte essere contenuto. Restituire al Genio Civile poteri e capacità di controllo, condannare gli abusivismi con pene severe. Riproporre l’IMU (ex ICI nonsopiùcomesichiama) anche per gli immobili dei costruttori fermi in attesa di probabili compratori. Sono semplici azioni in un paese civile, ma qui mentre scrivo mi sento quasi un rivoluzionario. Ma cosa stiamo dicendo? Pensiamo davvero di poter diventare un Paese normale?

Ecco un link attraverso il quale si può comprendere quanta drammatica sia la situazione: Lista delle inondazioni in Italia

Share Button

Lascia un commento