David Pratelli, un uomo poliedrico

David Pratelli si mette nuovamente in gioco con l’uscita sorprendente di un suo libro Tenebra, edito dalla Kimerik. Un giallo horror, che ci cattura fino a trasportarci quasi inconsapevolmente fino alla fine. Il suo romanzo ha toni, foschi, oscuri, non certamente per lo stile ma per l’argomento trattato, donne trucidate, seviziate ed abbandonate come oggetti senza utilità.
Una polizia che brancola nel buio in una Roma sempre più caotica e umiliata. Un pazzo psicopatico che sfoga le sue frustrazioni accoltellando e divertendosi a giocare al serial killer. Come finirà la storia? Come nasce l’esigenza di un attore, un imitatore a dover scrivere su di un argomento così attuale, ma così scabroso? Lo chiediamo proprio a lui, allo scrittore in persona:

David Pratelli nasce come imitatore già in tenera età, poi prosegue per questa strada, diventa attore teatrale e televisivo, conduttore radiofonico, insomma un uomo poliedrico che riesce ad adattarsi con ottimi risultati. Ma ora ci stupisce nel divenire anche scrittore: cosa la porta su questa strada difficile e perigliosa?Ho sempre amato il genere giallo horror, grazie alla mia passione per la pellicola di Dario Argento ho cominciato a scrivere chiudendomi in una stanza e immaginando l’estremità del pericolo che c’è in una persona.

Personalmente ho sempre seguito ed apprezzato il suo lavoro, l’ho sempre vista sotto una luce di solarità e divertimento, ma adesso con Tenebra affronta un argomento scottante, difficile, come il femminicidio (purtroppo molto attuale), come  è nata l’idea di scrivere su questo argomento? Come le ho detto prima, inizialmente seguivo i films di Argento poi mettendomi li a scrivere ho scoperto questo lato di me oscuro che stentava ad uscire. Adoro l’indagine ed entrare nella mente di un assassino per capire cosa si nasconde nel suo passato. 

 Lucas, il protagonista del suo libro, è una persona disturbata, malata, vive e si nutre delle sue ossessioni, ma nel romanzo ho ravvisato un tono compassionevole per il suo vissuto. Pur essendo il suo creatore, lo condanna o lo assolve? Non posso certo assolvere colui o coloro che commettono omicidi, però entrando nella loro mente scopri una motivazione per il loro odio verso le donne, in fondo Tenebra fa capire che il killer è una vittima. 

Roma, la nostra bellissima capitale, è il luogo dove si svolgono la maggioranza degli omicidi, la scelta della location è stata casuale oppure di denuncia nei confronti di un disfacimento organizzativo da parte della pubblica sicurezza? Una Polizia connivente, che brancola nel buio ma alla fine ne esce vittoriosa, ho notato un leggero tono amaro nella narrazione, mi sbaglio? Mi descriva il background della sua missione. Ho scelto Roma perché ha dei posti molto misteriosi che potrebbero veramente essere scenari di delitti, non c’è una critica nei confronti della pubblica sicurezza perché se così dovesse essere allora dovremmo andare ovunque, la verità credo sia nella mente astuta se pur deviata del serial killer che riesce a farla franca operando più volte spiazzando la polizia.

Scrivere per lei risulta, come per molti scrittori, rigenerativo? Dona vita ad un alter ego che non può uscire tutti i giorni ma solo scrivendo? Scrivere per me è come dare un senso a ciò che sento veramente, mi piace sfogare le mie passioni in tutti i campi, pensi che non riesco a scrivere cose comiche perché per far ridere devi stare con amici e con la gente, mentre i misteri ti prendono dentro cominci a realizzare un film mentale e lo concretizzi al pc. A volte tendo ad isolarmi e comincio a realizzare tutti gli scenari più macabri che purtroppo rispecchiano la realtà.

Pensa di continuare la carriera di scrittore sul filone del giallo o intende esplorare altri campi? Il suo orizzonte si estende ancora? Spero di continuare col giallo horror, ho già un altro racconto archiviato in un file, ed un terzo in fase di costruzione. Mi piace avere a che fare con i personaggi dei miei romanzi e indagare a fondo sulle loro vite e creare il perché di tanta ferocia. 

La ringrazio per la disponibilità e la gentilezza accordatami, ma ho un’ultima domanda prima di concludere la nostra chiacchierata: chi è il vero David Pratelli? L’imitatore, l’attore, lo scrittore, in che direzione sta proseguendo la sua vita? David Pratelli è  quello che ha appena lei citato, un po’ di tutto,  forse contorto ma profondo nella sensibilità più estrema, sia brillante che misteriosa. 

 

Anna Pizzini

 

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