Emergenza inquinamento a Pechino. È allarme

È scattata l’emergenza inquinamento a Pechino. Alcune grandi testate giornalistiche annunciano infatti una sorta di apocalisse che sta colpendo la Cina: lo smog starebbe infatti bloccando la quotidiana attività solare, impedendo la fotosintesi clorofilliana e provocando la morte di milioni di piante. È crisi alimentare, è crisi economica, è crisi sociale.
Questo quanto accade quando l’uomo mira al proprio successo industriale senza salvaguardare l’ambiente. La distruzione e l’inquinamento di acqua e aria stanno stravolgendo la vita dei cinesi e in particolare degli abitanti di Pechino.
Da giorni immagini e video provenienti dall’estremo oriente rimandano la foto di una realtà e di una società totalmente annientate dallo sviluppo economico che sta diventando un’arma a doppio taglio. Niente più cibo. Niente più aria aperta. Le fabbriche chiudono. Il turismo è al collasso.
D’altronde, chi si trasferirebbe mai laddove la gente è costretta ad indossare delle maschere per non respirare aria avvelenata, dove il cielo è capace di diventare anche giallo e dove le cime dei grattacieli sembrano inghiottite dall’intenso smog?
L’allarme è particolarmente alto negli ultimi giorni, poiché le condizioni meteorologiche hanno provocato un ulteriore aumento degli inquinanti e delle nebbie nei bassi strati, con i fumi che in alcuni casi sono molto nocivi per la salute dell’uomo. Secondo l’Oms gli inquinanti hanno superato il limite di 300 punti, giungendo a un’allerta di livello arancione, appena sotto il livello massimo.
Le autorità competenti hanno disposto un “coprifuoco sanitario”, limitando ogni attività all’aperto, specie per quanto riguarda scuole ed asili, bloccando la circolazione e sospendendo momentanee alcuni cantieri. Bambini e anziani sono stati invitati a restare in casa e la popolazione è stata esortata a usare i mezzi pubblici.

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