Penelope alla vita: Tradire e il male, c’è di mezzo il sale

Adamo ed Eva tradirono la fiducia di Dio, che aveva detto loro di sentirsi liberi di prendere tutti i frutti presenti nel giardino tranne quelli dell’albero della conoscenza e lo stesso, colmo di collera, li cacciò dall’Eden. Tutti conosciamo questa storiella che, a mio avviso, funge più da minaccia che da insegnamento: Dio è grande e se non segui le sue regole, ti punisce.

Rileggendo quei primi capitoli della Bibbia però, una serie di domande sono sorte spontanee: perché Dio ha messo al centro del giardino un albero di cui i frutti non potevano essere raccolti? Una prova che nascondeva un insegnamento? Un sacrificio che, se portato a compimento, avrebbe elevato lo spirito del primo uomo e della prima donna a un livello successivo? E invece Dio a cosa ha rinunciato per essere al livello in cui si trova ora?  Dio ha mai tradito?

«Dio mio, perché mi hai abbandonato? Tu sei lontano dalla mia salvezza… Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte… eppure tu abiti la santa dimora. In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati…».

Gridò Gesù nel salmo 22.

Dunque sì, anche Lui tradisce. Lo sa bene Mosè che, dopo aver condotto il suo popolo nella terra promessa, si sente negare dallo stesso la possibilità di viverla. Altro insegnamento o semplice rancore che genera vendette su vendette, a secoli di distanza dal peccato originale?

Il tradimento pare essere l’ingrediente principale; il culmine della tensione drammatica che sta nel cuore del mistero cristiano. Ma Giuda e Pietro tradendo il loro Maestro, di fatto, danno vita a un martire che ha segnato la storia degli esseri umani. Dunque, siamo sicuri che tradire sia male?

Se Eva non avesse ascoltato il serpente, nessuno sarebbe stato cacciato dal Paradiso e l’umanità non avrebbe mai abitato questo pianeta. Eppure a noi questo pianeta piace. È inquinato, vero. Caotico, all’inverosimile; ma vuoi mettere una passeggiata lungo le rive dell’Eufrate, con un week end a Las Vegas?

E se Giuda e Pietro fossero rimasti saldamente al fianco del Messia o semplicemente lo avessero aiutato a scappare, di cosa parlerebbero oggi milioni di fedeli? A cosa si aggrapperebbero se non ci fosse una croce ad accogliere (così dicono) le loro preghiere?

Io credo che, in realtà, quel attimo che sta tra la cosa giusta e quella sbagliata; quello sguardo che s’infrange al bivio tra la via retta e quella tortuosa, sia gonfio di elettricità da farci rizzare tutti i peli del corpo. Come credo sia nella nostra natura fare la cosa e andare nella direzione sbagliata. Perché quando non lo facciamo, ci sentiamo così bene, ma così bene, che i nostri sensi si addormentano nell’esemplare, ma soporifera, perfezione quotidiana.

Quando tradiamo, scateniamo nella persona tradita un processo che porta gli elettroni (cariche negative che ruotano intorno al nucleo di ogni atomo) a moltiplicarsi. Questo costringe quelle stesse persone a inventarsi un modo per ristabilire l’equilibrio del nostro sistema. Come? Tanti sono i modi, Io per esempio lo fare facendo imbracciare a ogni mio neutrone (cariche neutre che compongono il nucleo dell’atomo) un protone, (cariche positive, vicine a quelle neutre) come fosse una mitragliatrice, per poi farlo sparare all’impazzata intorno a sé…

Vaneggiamenti ma concedetemeli, perché il punto è: difficilmente nella nostra vita intraprenderemo un’attività tanto creativa come quella di uscire dal dolore di un tradimento. Che sia di un compagno, un parente, un amico o di noi stessi. E sempre difficilmente comprenderemo a fondo noi stessi, come quando usciamo dal nostro torpore e rompiamo le regole, infrangiamo le leggi e disobbediamo agli ordini.

Se c’è una storia scritta sui libri, è perché gli esseri umani sono quello che sono: imperfetti. E non c’è bene e non c’è male, perché non ci deve essere etichetta là dove l’unico scopo è dare un po’ di sapore alle pagine che ogni giorno riempiamo e al tempo stesso ingoiamo con avidità; soltanto sale che valorizza i sapori unici che la nostra Essenza contiene nell’arco di un’intera vita.

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Eugenie Genin

Nel 2015 pubblica con la casa editrice Milena Edizioni il suo primo libro "Il basilico raccolto all'alba. Romanzo Erotico.

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