Penelope alla vita: “Famished Day”

«Sono pochissimi gli animali che, anche sul punto di morire di fame, aggrediscono per divorare creature della loro stessa specie e di uguale grandezza…»

  Konrad Lorenz, L’anello di Re Salomone

 

Tranne le larve di Dytiscus – precisa poco dopo il celebre zoologo ed etologo austriaco – le quali divorano creature della stessa specie e di uguali dimensioni anche quando potrebbero disporre di altro cibo; e gli esseri umani – aggiungo io – quando la loro sopravvivenza è minacciata dalla presenza di esseri della stessa specie intenzionate ad evolversi.

Batto queste parole sui tasti del mio portatile, mentre alla Tv – dannata coincidenza – inizia una puntata di Modern Family, una delle mie serie Tv preferite. Ripenso così a tutti i sorrisi fuggiti sulle mie labbra quando in rete mi sono imbattuta nei numerosi selfie provocatori sotto la scritta Family Day, apparsa sul Pirellone un po’ di giorni fa.

Al solito, la creatività ha la meglio sull’ignoranza; e già che siamo nei pressi anche del giorno della memoria, mi chiedo cosa avrebbero potuto inventarsi i perseguitati al tempo del fascismo se avessero posseduto uno smartphone.

Quello che so è che se fossi Lisbeth Salander (l’hacker della saga “Uomini che odiano le donne”) avrei trovato il modo di proiettare sull’edificio milanese il video di qualche noto politico, dichiaratamente omofobo, mentre si lascia possedere in un Hotel a ore da qualche Trans abbordato in chat. Avrei lavorato sul montaggio delle immagini con dosi massicce di sarcasmo, alternando i primi piani dei suoi grugni di piacere con il croccante suono delle banconote che la moglie lascia cadere sul bancone della cassa di qualche costoso negozio in Via Monte Napoleone. E poi sovrapposto le risate dei bambini che giocano al parco con la tata, con quelle del professionista del sesso che viene tra le chiappe arrossate dell’uomo distinto che ogni domenica però accompagna tutta la sua felice e perfetta famiglia in Duomo a sentire la Santa Messa.

Il fatto è che, nonostante le scoperte scientifiche, l’uomo è rimasto all’età della pietra. Trapiantiamo organi d’ogni tipo, ma non riusciamo ad asportare i preconcetti dal nostro modo di pensare. Abbiamo diviso l’atomo, ma non riusciamo a rimettere insieme tutte le tessere di quel puzzle che ci rappresenta come esseri felicemente imperfetti e incuranti delle etichette che ci vogliono per forza di cose o nella colonna del bene o in quella del male.

Wikipedia, alla voce Famiglia, recita: nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio, con convivenza, unione civile o da rapporti di parentela o di affinità.

Questo definizione fa sì che si possa considerare famiglia anche quella composta da una donna o un uomo, single, che tornano a casa e si perdono nello scodinzolio di un cane o nelle fusa di un gatto. Due coinquilini che non possono permettersi una casa da soli e, per questo, si dividono una soffitta con la stessa naturalezza con cui due gemelli si dividono il ventre di una madre.

È famiglia tutto ciò che genera un campo di gravità. Tutte quelle situazioni da cui si desidera correre, quando le cose fuori non vanno come devono. È famiglia un gruppo di lavoro, una classe, una compagnia, una squadra, una band, una crew, un branco. Tutto ciò che contiene dei sogni, delle speranze o dei bisogni comuni, è famiglia.

Ognuno di noi, nell’anima, contiene il sesso che la lotteria della genetica non ha sviluppato fisicamente. Perciò, alla fine, siamo sia uomini sia donne. Il giardino che Adamo ed Eva abitavano. La loro rivincita. La seconda ed ultima chance che hanno di vivere per sempre felici e contenti, in armonia con tutte le tentazioni che in paradiso –  perché questo è, il corpo che abitiamo – crescono.

Lasciate perdere le larve, non conoscono sazietà. Sbranano per il solo gusto di farlo. Parlano con la bocca piena di retorica e il cuore colmo d’ira di peccati e inferno, di esseri modificati geneticamente da industrie farmaceutiche e di alieni che vogliono disabitare e poi conquistare il nostro pianeta. Inoriddiscono per un bacio tra due uomini o per la richiesta di adozione di una coppia lesbo e piangono di gioia, alzando gli occhi al cielo, alla vista di una salma imbalsamata esposta in una teca allo stesso modo degli animali allo zoo.

Fedeli in calo. Da quando certe scoperte scientifiche sono state rese pubbliche, la fede è entrata in un tunnel che non trova uscita; e la spettacolarizzazione degli ultimi grandi eroi che la Religione ha conosciuto, unita alla demolizione mediatica di tutte quelle forme d’amore non convenzionali, è l’unica via per assicurarsi un altro po’ di tempo nell’Olimpo della civiltà. Cure palliative. Il cancro è ormai all’ultimo stadio.

«L’odio ha conseguenze più nefaste della totale cecità o sordità, perché falsifica ogni informazione che cerchiamo di trasmettere e la trasforma nel suo contrario. L’odio non rende soltanto ciechi e sordi, ma anche incredibilmente sciocchi. Sarà difficile dare a quelli che ci odiano l’aiuto di cui avrebbero bisogno. Sarà difficile far loro capire che una cultura può estinguersi come la fiamma di una candela».

 Konrad Lorenz, Gli otto peccati capitali della nostra civiltà

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Eugenie Genin

Nel 2015 pubblica con la casa editrice Milena Edizioni il suo primo libro "Il basilico raccolto all'alba. Romanzo Erotico.

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