Eredità negata

Pasquale Rineli è un autore che ho già incontrato qualche settimana fa – ricordo la mia intervista sul suo saggio Spigolature. Per la seconda volta mi si offre l’occasione di intervistarlo su di un altro saggio Eredità Negata. L’argomento trattato è sempre la religione e la questione ebraica. Ma grazie a questo nuovo incontro ho potuto comprendere meglio le varie sfaccettature dell’autore e la prospettiva con cui vede le cose. Speriamo sia lo stesso per voi lettori.

Partiamo da dove ci siamo lasciati nella scorsa intervista, se non le dispiace, avevamo accennato al suo libro Eredità negata. Ci spieghi con più chiarezza l’argomento da lei trattato. L’argomento affrontato nel mio saggio tratta principalmente della questione territoriale così attuale e, purtroppo così tesa.

Secondo lei se esiste un Dio giusto, per destinare la terra al suo popolo eletto dovrebbe, altresì, augurarsi la morte di migliaia di persone, con una guerra ingiusta (vorrei affermare che tutte le guerre sono ingiuste, figuriamoci volute da Dio)? Mi permetta la franchezza, ma qui non si tratta minimamente di augurarsi la morte di nessuno per un motivo molto semplice e chiaro che magari è sfuggito a qualcuno. Lo stesso Dio che ha destinato il territorio di Israele (tutto intero e non solo una parte di questo ) agli Ebrei aveva già destinato, secoli prima, gli altri territori circostanti come la Siria, la Giordania agli Arabi o, come li chiamiamo oggi, Palestinesi. Solo che questi ultimi, approfittando della secolare diaspora ebraica, si sono appropriati ingiustamente e illegalmente anche di quei territori che sono stati destinati come eredità permanente agli Ebrei.

Lei dice che “…il comando divino è chiaro”, ma se io non sono credente oppure sono di un’altra religione, il fatto che esisto non dovrebbe essere rispettato? Io cito spesso frasi come ” Il comando divino ” o ” Il decreto divino ” per un motivo molto semplice e cioè che gli Arabi o Musulmani accettano pienamente come profeti sia Abramo, al quale furono fatte le promesse divine di avere un territorio in eredità permanente, sia Mosè al quale fu affidata la missione di condurre il popolo Ebreo in quella Terra Promessa. Ragion per cui, anche loro o almeno le loro guide spirituali, sanno perfettamente come stanno le cose, anche se preferiscono ignorarle. Nel mio saggio non si nega e non si toglie niente a nessuno, a tutti è concesso il sacrosanto diritto all’esistenza. Semmai sono tutti gli altri che negano questo fondamentale diritto a Israele.

Nel testo sono presenti note bibliografiche per approfondire, qualora il lettore lo volesse, l’argomento? Nel Testo, a puro titolo di cronaca, sono menzionate alcune deliberazioni emanate da organismi internazionali come l’ONU o in altre conferenze internazionali come quella di Parigi.

Quanto tempo ha impiegato alla stesura del suo saggio? Una quindicina di giorni.

 

Anna Pizzini

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