Ficarra e Picone a Teatro “Le Rane” di Aristofane

Siracusa,
1 luglio 2017

Le Rane (Aristofane)

Partiamo dal filo narrativo:  Dioniso (Ficarra) il dio del teatro accompagnato dal “fedele” Xantia il servo (in arte Picone), si recano nell’oltretomba per riportare alla vita Euripide. Il viaggio si conclude con l’arrivo di Euripide ed Eschilo intenti ad un litigio furioso per stabilire chi dei due sia il più grande poeta tragico. A giudicare è Dioniso che, scegliendo di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali, decide di dare la palma della vittoria ad Eschilo, egli rappresenterà il salvatore di Atene dalla situazione disastrosa in cui si trova. Eschilo accetta di tornare tra i vivi lasciando a Sofocle il trono alla destra di Plutone, a patto che non lo ceda mai ad Euripide.
La sintesi narrativa non offre il giusto riconoscimento ai due figuri. Ficarra e Picone si mutano in maschere, non è difficile per loro. Lo spettacolo inizia, irriverente e fragoroso: la metamorfosi è avviata. Si calano nei personaggi mantenendo intatta la loro ruvida comicità. Così doveva essere, così appare.

La natura comica dei due “figuranti” emerge in tutte le loro umanissime imperfezioni. La via era stretta, dovevano i due comici attraversare il sentiero mantenendo intatta la rievocazione classica, non celando però al pubblico la loro natura di saltimbanchi moderni e affatto scontanti.
La rievocazione è riuscita perché non hanno scimmiottato: sono rimasti Ficarra e Picone, due naturali e sincere maschere della tradizione comica  popolare. Per fortuna non ho visto attori televisivi. Erano attori. La cosa davvero non era scontata.

 

Gianfranco Natale
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