Ho imparato a sognare di Michele Orione

Si tratta di un libro con una storia breve, ma intensa.
Un libro ricco di grinta e speranza.
Lo stile è semplice, ma coinciso.
Questa è la storia di alcune atlete della pallavolo, tutte uscite dallo stesso palestrone di Via Oldrini.
Tutte avevano conosciuto Antonio, chiamato amichevolmente da tutti “il Burbero”, ma in realtà lui era un uomo sensibile e di buon cuore.
Antonio si occupava del palestrone, era il custode di quel luogo di: fatiche, gioie, ma anche di sconfitte e pianti.
Insieme a lui c’era il presidente Strevi un uomo dai lineamenti quasi perfetti.
Proprio grazie a lui era nato quel meraviglioso progetto sportivo, che da una ventina di anni aveva dato la possibilità alle giovani ragazze di: giocare e sognare con la pallavolo.
Nadia Manfredini, una delle atlete del palestrone, sognava di giocare in Nazionale, mentre si allenava immaginava di gareggiare contro Chiara Gili.
La sognava mentre “ringhiava” in quel campo.
Nadia aveva fatto una promessa ad Antonio, se un giorno fosse riuscita ad arrivare in Nazionale, gli avrebbe regalato, al suo burbero preferito, una cravatta di un bel rosso sgargiante. Lo stesso rosso del portone che racchiudeva quel luogo di allenamenti. Ovviamente Antonio, per mantenere fede alla promessa, avrebbe dovuto indossarla per almeno un giorno.
Consiglio vivamente la lettura, perché seppur breve è una storia che fa emozionare e talvolta commuovere.

Share Button

Lascia un commento