I giornali sono un megafono del potere?

Mi capita, a volte, di sfogliare  le prime pagine di giornali di qualche mese fa. E’ un consiglio che mi sento di dare: se volete capire a che punto siamo, in quale antro ci siamo infilati leggeteli questi giornali. Annunciano cose che resteranno in aria: come progetti splendidi sulla carta e irrealizzabili nella vita reale di tutti i giorni. Io credo che l’informazione non debba mai dare troppo credito ai politici (di qualsiasi provenienza essi siano). Il ruolo dei giornali è semplice: porsi domande, interrogarsi, chiedersi se ciò che accade è un bene per tutti. Una cosa così semplice non dovrebbe essere complicata da farsi.
Andiamo a vedere una prima pagina di Repubblica: data 6 giugno 2014, eccola:

 

Come vedete c’è un’enfasi straordinaria (che un giornale anglosassone avrebbe concesso solo a un giorno speciale e irripetibile, non certo a una promessa di un politico che in fondo fa il suo mestiere: promettere):
L’Italia è salva! La corruzione, uno dei mali del nostro paese, sarà presto sconfitta. La stretta è totale, definitiva. Tolleranza zero per i politici corrotti. BELLISSIMO!
Ok, razionalizziamo: norme che mettono la museruola ai politi corrotti? Nessuna. Le intenzioni? Emozionanti e splendide. Le cose concrete? Nessuna. Ma attenzione, io qui non sto criticando Renzi. Voglio credere che non appena avrà la possibilità si cimenterà in questo straordinario progetto di risanamento morale della classe politica corrotta del nostro Paese.
Quello che vorrei evidenziare riguarda l’equivoco informativo di fondo: un giornale (il Primo/Secondo) più diffuso d’Italia non può celebrare così una proposizione. Sì lo so, le virgolette, se si legge il pezzo si capisce… ecc ecc. Ma la questione è che si manda un messaggio errato. La speranza la si passa come azione reale, concreta, fatta.
Specie oggi: l’informazione è veloce, agile (purtroppo), perché pochi sono i secondi che i lettori dedicano alla riflessione. Ecco che le responsabilità dei giornali aumentano.

La decadenza italiana è annunciata, riguarda  tutti i settori. Tutti i campi. Perché i giornali dovrebbero essere al riparo da questa grande crisi maledetta che non riusciamo a spezzare?!
Chi ha un ruolo (importante e necessario) come i grandi giornali e i grandi mezzi d’informazione deve in questo periodo di confusione e crisi essere ancora più attento. A meno che non mi si venga a dire che l ruolo dei giornali è diverso.  Tanto per sorridere e spezzare le reni a questa atmosfera decadente, fatemi citare Karl Kraus: Il giornalista è uno che, dopo, sapeva tutto prima.

© Riproduzione riservata

Share Button

Lascia un commento