I grandi media vorrebbero distruggere i 5 Stelle e distruggono l’informazione

La scelta di Grillo di proporre un passaggio d’area dagli estremisti verso una posizione più normale è una svolta matura e razionale. Se io fossi un giornalista blasonato direi che l’Italia compie un passo verso la costruzione di un sistema politico più stabile. Sapere che il movimento 5 stelle ha puntato verso un’area più tradizionale dovrebbe essere per tutti noi un’occasione di crescita.
Che male c’è se un partito sceglie di andare verso un’alleanza normale e abbandona gli estremisti?
Niente, anzi è un successo nazionale perché volente  o nolente (così si diceva una volta) il 30% degli italiani è rappresentato da Grillo e dai suoi.
Eppure non appare così: se si sfogliano i grandi giornali nazionali sembra che il Movimento 5 Stelle si stia spaccando (cosa non vera), ogni azione che accade sotto il cielo stellato viene riportata con grande rumore e con un vero e proprio disegno davvero inquietante:
I grandi Media vorrebbero distruggere il Movimento 5 Stelle ma così facendo distruggono l’informazione.
In questo articolo io non difendo i 5 Stelle, ma l’informazione libera. Ma cosa accade in Italia?
Perché tutto deve passare dentro il tritatutto che disgrega le notizie e riporta verità artefatte?
Andiamo al caso concreto: Grillo dice, ok ragazzi questi non valgono nulla, alleiamoci con un partito un po’ più normale; è una scelta saggia e di governo, una scelta lungimirante: non puoi proporti di guidare l’Italia e allearti con gli estremisti.
Notizia data. Potremmo continuare dicendo che l’altra notizia è il mancato accordo.
E invece no: cosa riportano i grandi quotidiani? Che Grillo ha fatto un colpo di mano. Va contro tutti, danno spazio agli oppositori riportando i commenti di Salvini. Questo sistema di “gestire” la notizia secondo gli scopi più utili a lungo andare ci ha ridotti a un sistema marginale e periferico. L’opinione pubblica non esiste e come può esistere in un quadro così posticcio?
Gli italiani non si fidano dei politici, ma neppure dei giornalisti. In fondo ci sarà un motivo se in Italia nessun bambino da grande vuole fare il giornalista, o no?

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