I politici del Sud hanno abbandonato la questione meridionale

Secondo una recente ricerca i meridionali non sopportano più i loro politici. È naturale perché questi sono stati anni di grandi abbuffate e indifferenza ai bisogni dei cittadini. Politici senza progetti politici e senza ideali. Nessun disegno se non quello di creare vuoti e riempirli di immondizia.
Quando si parla di politica non si dovrebbe fare demagogia ma al sud non ci sono stati leader e i problemi si sono dilatati. Una classe politica povera di contenuti, senza scopo alcuno se non quello di pensare al proprio benessere.
La disgregazione del territorio è ancora più grave e se prima la distanza tra nord e sud era importante, adesso si è fatta abissale.
Basta parlare con la gente, dei loro problemi e ci vedi dentro una carica di ribellione che un po’ spaventa. I responsabili ci sono, sono tutti quelli che hanno visto perdersi energie e sviluppo senza opporsi alla criminalità, senza pensare a uno sviluppo autopropulsivo e originale.
Non farò elenchi, siamo tutti stanchi di elenchi e di cose che non vanno, ma una cosa la voglio dire, solo una: le infrastrutture del sud sono degne di un paese marginale  da terzo mondo.
Qualche dato:
Messina Palermo:  durata del viaggio in treno quasi 4 ore, distanza 223 KM.
Roma Firenze durata poco più di un’ora, distanza 275 KM.
Dunque non solo il viaggio è molto più veloce, ma la distanza è maggiore.

Attenzione il problema non è la lentezza del trasporto ferroviario in Sicilia (almeno non il problema più grave). La cosa grave riguarda il silenzio attorno a questi problemi. Quello che ci manca non è il treno veloce, ma la denuncia vera e sincera che nessun politico ha mai fatto.
Avete mai sentito qualche politico ribellarsi? Denunciare la mancanza di aeroporti, la mancanza di raccolta differenziata? Non hanno interessi e nel loro cuore non ci sono i problemi del sud perché la loro poltrona a Roma e il loro interesse è a Milano.
Il Sud è solo, isolato e abbandonato da una classe politica che non ha voluto affrontare i problemi storici.
Dunque la rabbia dei meridionali è comprensibile, quello che non si capisce è come scelgono i politici. Abbiamo un solo strumento per cambiare le cose: il voto, utilizziamolo con cura.

Gianfranco Natale
© Riproduzione riservata

 

 

 

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