Il buio ha il tuo volto di Erika Contardi

Ho terminato da pochi giorni il terzo libro di questa autrice conosciuta attraverso la casa editrice Kimerik.
Erika, la scrittrice, vive a Pizzighettone in  provincia di Cremona e lavora come infermiera, ma fino dall’adolescenza coltiva la passione per la scrittura.
Aveva già dato prova della sua bravura attraverso i suoi precedenti libri intitolati: “Il vero amore è forever” e “Il coraggio di Katrine”.
In tutti e tre le storie troviamo delle donne che combattono con il proprio destino.
La narrazione è sempre semplice e ben curata, le parole vengono dettate dal cuore.
In questo libro si parla di Bianca, il suo nome probabilmente non è questo siccome è stata trovata sulla neve profondamente ferita.
Lei è una bambina di nove anni, ipovedente e viene cresciuta dalle suore in un orfanotrofio chiamato la Casa Verde, situato nella valle dell’Arno, in Toscana.
In tutta la sua vita si trova a combattere: contro gli incubi ed il desiderio di conoscere i suoi genitori.
Attraverso questi sogni angosciosi rivive alcuni flashback della sua vita precedente.
Il tutto è molto confuso e spesso si sveglia in preda al panico perché i ricordi sono molto frammentari.
In questo orfanotrofio conosce Lucia, la quale diventa sua migliore amica e le fa incontrare Gabriel, il figlio del panettiere di paese.
Con gli anni Lucia trova una famiglia adottiva mentre la povera Bianca continua a sperare nell’arrivo di una famiglia anche per lei.
Bianca a causa del suo passato e della sua quasi cecità era una bambina difficile da far adottare.
Proprio per questo motivo ne soffriva molto e non riusciva a darsi pace del perché di tutti questi incubi.
Questa ragazzina non si arrenderà e cercherà in tutti i modi di scoprire il suo passato e la sua vera identità.
Nel libro aleggia un continuo senso di mistero che porta il lettore ad una lettura intrepida e senza pause.
La verità si scoprirà solo verso la fine e ci saranno molti colpi di scena.
Mi complimento ancora con l’autrice per i tre bei libri che ci ha regalato.

Vi auguro buona lettura!

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