Il fascino arcaico di Alberobello

Alberobello non è un luogo, ma un percorso, una strada fatta di campagne curate, di uliveti, di vie secondarie che conducono improvvisamente dentro un insediamento così tipico che colpisce per la sua originalità.
I Trulli nascono per sfuggire a un’imposta sulla malta (Una sorta di IMU del 1400). Tutti coloro che costruivano case dovevano pagare una tassa salatissima, ecco allora che cominciarono ad apparire queste costrizioni così anomale da non poter essere tassate. L’assenza di malta li poteva definire abitazioni precarie e invece la loro circolarità e semplicità conferisce staticità e durevolezza.
Adesso di quel mondo resta poco: attività commerciali si affacciano e un via vai continuo di turisti scorre lungo le strade che si inerpicano su per la salita di Alberobello. Rimane la suggestione che lo scorrere del tempo non ha cancellato.

Gianfranco Natale
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Alberobello, in Puglia, con i suoi Trulli è uno dei 51 siti italiani inseriti dall’Unesco nella World Heritage List. Il nome deriva dal tardo greco τρούλος, ovvero “cupola” e indica delle antiche costruzioni coniche in pietra a secco di origine preistorica. La pietra usata per le costruzioni era ricavata dalle rocce calcaree dell’altopiano delle Murge. 
I Trulli, presenti principalmente nella Valle d’Itria, situata tra le province di Brindisi, Bari e Taranto, sono utilizzati ancora oggi come abitazioni e costituiscono un geniale e longevo esempio di architettura spontanea.  Alberobello, cittadina dell’entroterra barese, rappresenta senz’altro la capitale dei Trulli: il centro storico è integralmente costituito da questi particolari edifici di forma piramidale che lo rendono unico al mondo.
Fonte: Italia.it

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