Il Papa si è dimesso

 

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Dimissioni di Benedetto XVI

 

A volte le notizie sorprendono, quando sono così importanti appaiono diverse e forti. Ci coinvolgono dentro. Ti verrebbe da dire: una notizia esplosiva, ma la parola giusta è implosione.  Implosione perché una notizia così ti sorprende e non solo ti fa scrivere, ma ti muove dentro emozioni profondissime. La notizia è stata narrata in latino, al di là del valore formale della lingua il registro utilizzato era quotidiano e semplice.
La notizia era così forte che l’unico modo per addolcirla era quello di raccontarla in una lingua che in pochi avrebbero compreso e anche in questa scelta Benedetto XVI è stato coerente fino in fondo, neppure ora ha celebrato il momento anzi ha cercato anche in questa occasione un basso profilo.
Questo Papa mi piaceva, lo trovavo tenero e delicato.
Si potrebbe dire: La fragilità del cristallo non è una debolezza ma una raffinatezza…
Un uomo devoto agli studi, morale e non moralista. Un rivoluzionario illuminato da un fervida fede.
Mi sorprende questo pontefice e mi emoziona.
Mi dispiace che si sia dimesso ma mi affascina il mistero che l’ha mosso. Migliaia di pagine si scriveranno, migliaia di libri. Un episodio storico. Si cercheranno intrighi e misteri. La verità è invece dentro le complessità di un uomo che ha vissuto il suo tempo, che l’ha sentito. Un uomo straordinario eppure imperfetto.
L’imperfezione è una variabile che mi fa comprendere molte cose: Giovanni XVI è studioso e filosofo ha avuto in Giovanni Paolo II un predecessore mitico (e la parola la uso con cura).
Un confronto che ha sentito impari (si badi bene non esprimo qui un giudizio, anzi personalmente trovo questo gesto struggente e cristianissimo).
Eppure il confronto è stato implicito e inevitabile: la forza e la malattia da un lato di Giovanni Paolo II e il superamento della stessa con la fede.
Dall’altro lato Benedetto XVI ha avuto paura di non essere all’altezza, ha avuto il timore di non riuscire a meritare quel titolo così importante (successore di Pietro).
Non sapremo mai il motivo, forse anche in questo caso i motivi sono tanti e intrecciati tra di loro. Certo meritano la Chiesta e il Cardinale Ratzinger il nostro rispetto, se possibile la comprensione di un gesto d’amore.

© Riproduzione riservata (G. Natale)

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