Il Ritorno di zia Adelina, una recensione critica di Annamaria Barreca

L’ultima fatica letteraria di Carmela Pregadio,  Il Ritorno di zia Adelina, edito da Kimerik, si presenta con una veste editoriale curata, sia nella scelta della carta che della cover.
La scrittrice, con questo romanzo, sembra voler chiudere il ciclo di quella che potrebbe essere considerata una saga familiare, anche se i precedenti scritti si distinguono per tempo e spazio.
La scrittura fluida, dipinge, con parole sapienti ben calibrate, le difficoltà esistenziali in cui si muovono i personaggi: Michela, Ettore, Anna, Momo, Riccardo, Adelina… i più significativi e pregnanti; microcosmi raccontati e vissuti con passione e dedizione che vanno a costituire l’affresco in cui essi si collocano e nei quali Carmela Pregadio, abile scrittrice, in passato docente e poi medico, ha posto una parte significativa della sua stessa esperienza umana.
D’altronde ogni scrittore, nelle sue opere, riversa la propria anima e l’intero se stesso!
Così è per la Nostra che, con brevi e sapienti pennellate, ordisce trame, svela segreti inconfessabili, placa i tormenti dei cuori. I nostri personaggi sono simili ad “anime nella tempesta”, ma da questa procella Carmela Pregadio li salva e, catarticamente, lascia che essi purifichino il proprio vissuto.
Scrittura salvifica che riconcilia il lettore e lo apre alla speranza: per quanto il presente possa essere crudo e duro da vivere, il domani si presenta sempre assolutorio.
Una lettura da consigliare, per ritrovare il senso della morale, della compassione, del perdono.

Annamaria Barreca

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