Il Sud si spopola ed è sempre più povero per colpa di politici inadeguati

Una classe politica inadeguata e la nostra indifferenza hanno prodotto risultati disastrosi
Ho appena letto gli ultimi dati statistici e non vi nascondo che mi sono arrabbiato:
Il Sud si spopola e invecchia. In 15 anni emigrate 1,7 milioni di persone (FONTE SVIMEZ)
Sei milioni di italiani in meno nei prossimi 40 anni, si spopola il Sud (FONTE ISTAT)
Come si fa a non chiedersi: perché?
Il Sud si spopola. Tutti i nostri giovani emigrano verso il Nord. Studiano al nord, si specializzano al Nord. Abbiamo abbandonato il territorio al malaffare e alla mafia. Quante volte abbiamo votato a occhi chiusi.
Quante volte ci hanno chiamato: dai vota l’amico dell’amico. E un sistema elettorale inadeguato ci ha portati fin qui! Abbiamo smarrito l’identità. Il Senso. Ci siamo fatti fregare. Non nascondiamo le nostre responsabilità. Siamo la causa di questo “sistema” inadeguato e inefficace. Fatto di favori e segnalazioni.
Questo è il risultato. Milioni di giovani formati al Sud vanno via, a noi restano parcheggi di extracomunitari che fanno di tutto per occupare spazi senza nessuna ambizione di integrazione. C’è una punta di rabbia: ma come si fa a non essere arrabbiati? Passeggiare per Pompei, guardare la Reggia di Caserta. Osservare i bronzi di Riace o la gialla e luminosa Lecce.
Che dire delle coste incantate della Sardegna? O della neve degli appennini bianca e profonda. Sentire l’odore del mare a Palermo, sostare a Taormina tra brezze marine e il sole intenso.
Un Sud ricco di storia e luoghi. Svuotato di significati. A un’analisi attenta lentamente, giorno dopo giorno abbiamo ceduto un po’ di noi al Nord. Non ci siamo amati, non abbiamo voluto bene al nostro territorio. Se il vicino ha costruito un’abitazione abusiva noi per il quieto vivere non abbiamo denunciato, chi si doveva occupare del territorio per il quieto vivere non ha denunciato, chi doveva controllare per il quieto vivere non ha denunciato. Abbiamo allevato un mostro dentro che ha divorato la coscienza meridionale.
C’è ancora tempo, forse. Ma solo se il Sud si riappropria di un sentimento profondo e viscerale di legalità e di amore per i luoghi che la storia ci ha donato.
Non dipende più dai politici. Io credo che i meridionali non voteranno più, mai più l’amico dell’amico. Io credo che questa lezione l’abbiamo imparata. Adesso dobbiamo imparare a ricostruire il nostro orgoglio, la nostra dignità ripartendo dall’autostima.
Dall’arte. Dalla storia, dalla natura. Dalla voglia che abbiamo di raccontare la nostra storia e di essere ancora e per sempre parte attiva di questo destino.
Dobbiamo scegliere, in fondo la vita come la storia è fatta di scelte.

Gianfranco Natale
© Riproduzione riservata

 

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