Il vento gelido della follia di Maati Matteo El Hossi

Ogni giorno molte, troppe, donne subiscono violenza da chi un tempo o tuttora dice di amarle.
Le amava talmente tanto da portarle alla disperazione, alla distruzione, alla loro disperazione fino a non farle più vivere.
Questa è la storia di migliaia di donne delle quali la società ha finalmente deciso di parlare.
L’autore ha voluto scrivere questa storia per cercare di scavare a fondo su quali siano le ragioni di tutti questi femminicidi.
Il libro narra di un detenuto, quest’ultimo ha ucciso una donna che amava alla follia.
El Hossi ha fatto un resoconto di questa tragedia e ha voluto comprendere tutti i trip mentali dell’assassino per cercare di capire che cosa lo abbia spinto a fare un gesto così sconsiderato.
Lo scrittore ha inoltre deciso di inserire nel suo testo anche degli episodi di stalking e successivo femminicidio estrapolati ancora da fatti descritti nell’Antica Grecia.
Tutti questi delitti seguono uno schema preciso: prima di tutto, nella maggior parte dei casi la vittima conosce il suo aguzzino.
Tra di loro in precedenza c’era qualcosa di tenero fino a quando qualcosa si rompe e dall’amore si passa allo stalking conclamato.
Da amanti si diventa nemici, da una parte si ha la vittima che viene vessata sia psicologicamente che fisicamente e dall’altra troviamo il persecutore.
Questo tipo di fatti può durare anche anni ed anche se spesso la vittima richiede aiuto alle forze dell’ordine i casi di violenza non sembrano diminuire perché la legge troppo spesso arriva tardi o non fa abbastanza.
Come scrive spesso l’autore “l’amore è un giocattolo rotto”, troppe donne sono state uccise da quegli uomini che “pretendevano” il loro amore e quando ricevevano un loro rifiuto decidevano di perseguitarle fino ad ucciderle.
C’è anche da dire che molte di queste violenze vengono proprio consumate tra le mura domestiche.
Quanti fatti simili a quello narrato in questo libro leggiamo sui giornali o sentiamo ogni giorno attraverso la televisione?
Speriamo che questo libro che tratta questo grande problema riesca a scuotere tutte le menti malate di queste persone.
Inoltre questa lunga indagine fatta dall’autore e l’interminabile lista di vittime inserite alla fine del testo colpiscono il lettore come un pugno allo stomaco.
Credo fermamente che si debba fare molto di più per bloccare questo problema fin dalla radice.
Buona lettura!

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