Inizia la III Repubblica?

Quel che accadrà si sta pian piano delineando: un mondo cede, termina. Finisce.

La II Repubblica si chiude dentro il tunnel di una crisi finanziaria internazionale che ha molti punti oscuri. L’Italia è stata travolta, inevitabilmente, il governo berlusconi incapace di guidare ci ha quasi portato alla disintegrazione. Le fragilità sistemiche  assieme alla corruzione ci hanno fatto rompere gli ormeggi e adesso siamo lì, in mezzo ai marosi flutti.
Il debito pubblico italiano è essenzialmente sotto controllo, però è enorme.
L’Italia è ricca, ma i tassi di crescita sono lenti.
La gente italiana è creativa e piena di iniziative, ma la sua classe politica è inadeguata.
Potrei continuare con queste oscillazioni per un lunghissimo elenco. L’Italia è come quell’alunno che si sente dire: sei intelligente, ma sei svogliato. T metto 5 e mezzo ma potresti prendere 8. Se fossimo orgogliosi come i francesi, precisi come i tedeschi e intelligenti e creativi come siamo saremmo la locomotiva d’Europa. Perché non crederci? L’Italia forse si avvia ad una insperata maturità: cominciano i tagli ai privilegi, un popolo si assume le sue responsabilità. Se il cammino intrapreso non si interrompe, se i privilegi corporativi che ingessano il paese saranno improvvisamente eliminati tutto sarà possibile. Non torneremo mai, mai più quelli di prima perché se superiamo questa fase l’Italia potrà definitivamente dirsi compiuta. Mai, mai più nessuna Lega oscurerà il sentimento di condivisione nazionale.

La partita che giochiamo è davvero una finale. Si sa, nelle finali l’Italia dà il meglio di sé.

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