Intervista alla scrittrice Anna Santolisier: “La donna dentro mia madre”

Continuiamo a presentarvi i nostri autori, a raccontarvi i retroscena della scrittura dei loro romanzi e qualche curiosità in più che speriamo possa catturare la vostra attenzione! È il turno dell’autrice Anna Santolisier, intervistata in occasione della pubblicazione del suo romanzo: “La donna dentro mia madre”.

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  • A che età e in che modo ha scoperto i disturbi che affliggevano sua madre?

Avevo 19 anni. La prima “crisi” di mia madre è stata improvvisa. Si è manifestata in modo terrificante segnando una solcatura profonda tra il “prima” e il “dopo”, segnando quella svolta brusca, quella rottura violenta che da’ luogo al trauma psichico in coloro che sono affettivamente coinvolti.

  • Questa paura ha reso ancora più forte e speciale il rapporto già meraviglioso che si ha tra madre e figlia?

E’ una domanda che ancora oggi mi pongo. Come sarebbe stato il rapporto madre-figlia nel tempo? Se la nostra vita non avesse subito quel deragliamento? Potrei azzardare che, probabilmente, il dolore familiare, al di là delle soggettive reazioni riflesse e condizionate, lo rafforzi intimamente quel vincolo già profondo e sacro.

  • Aver avuto il privilegio di vivere con una mamma con una spiccata sensibilità poetica, parenti e amici di famiglia artisti di grande valore, ha favorito la sua fantasia e la sua capacità nel dare più profondità alle parole e allargare il limite del loro significato?

Sicuramente ha favorito la mia fantasia ma le circostanze fortunate della vita, come quelle che hanno caratterizzato la mia prima giovinezza, possono, invece, determinare un limite proprio nella fase della comunicazione. Esistono parole, segni, espressioni grafiche o verbali che possano, veramente, rendere giustizia alle esperienze registrate nella nostra anima? Forse no, ma lavorare, affinché la comunicazione della gioia e della bellezza dell’arte vissuta sia il più possibile fedele, affina la ricerca grammaticale e concettuale.
Non solo: rianima la memoria in modo quasi tangibile.

  • I silenzi magici della sua terra, le hanno fatto da sfondo ai suoi pensieri mentre scriveva il suo libro?

Sicuramente. Molti paesaggi sono rimasti intatti. Le distese disabitate e anche i profumi della mia terra d’origine che sono ancora particolarmente persistenti e rari. Poi c’è il mare. Il mare, ma questo chi vi è nato accanto lo sa perfettamente, si muove e canta dentro la propria anima che assume la sua forma, ne rappresenta la cassa di risonanza. Sono le onde del mare che riportano, nel loro eterno tornare, le memorie e le voci di coloro che sono andati altrove.

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