Intervista alla scrittrice Claudia Calderoli.

Di seguito vi presentiamo l’intervista alla scrittrice Claudia Calderoli per il suo nuovo libro “Benedetta. Il suo nome è la sua storia”. Quattro domande per conoscerla meglio!

Per sapere qualcosa in più sulla trama, al seguente link: https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1065 potete trovare tutte le informazioni sul libro.

1) Che ruolo ha avuto la poesia nella sua vita?
Fissare pensieri che scaturivano all’improvviso su carta, mi ha permesso di elaborare sensazioni e sentimenti che diversamente si sarebbero dispersi. Scrivere mi ha dato l’opportunità di utilizzare parole semplici, assemblarle in costrutti per comunicare ciò che sentivo in quel preciso momento e renderlo immobile.

2) Quale è stata l’idea di fondo che l’ha portata alla realizzazione di questo volume? Quanto della sua vita privata proietta in ciò che scrive?

Se parliamo dello scritto relativo a “Benedetta il suo nome è la sua storia” è uno ripercorrere il percorso a grandi linee della mia vita e dei passi fatti con Benedetta, delle persone che ho incontrato e che mi hanno aiutato in questo difficile cammino. E’ stato mettere una traccia di ciò che avevo operato in questi anni di tanto amore, tanta dedizione, tanto entusiasmo ed energia profusa di cui quasi non avevo percezione. E’ anche lasciare una traccia a Benedetta di ciò che è stata la sua fatica a crescere e memoria per il suo futuro.

3) In che modo le relazioni con i ragazzi portatori di handicap l’hanno arricchita: è cambiato qualcosa nel suo approccio alla scrittura dopo questa esperienza?

Il contatto con ragazzi portatori di handicap ti mette a nudo: la spontaneità è la loro forza, il loro affetto è sincero e totale, la loro comunicazione seppur stentata usa mille altri canali che non sono quelli abituali per i più. Esprimono le loro sensazioni in vari modi: con il corpo, con uno sguardo, con un colore, con un lamento, con una musica e basta loro uno sguardo , una carezza per essere sereni. Comprendono dal tuo incedere, dal tuo sorriso, dal tono della voce se sei sincero, sereno o preoccupato, interessato, se li accogli o sei respingente. Per loro conta che tu ci sia davvero con il cuore. Avevo avuto già alcune esperienze insegnando alla scuola elementare ma ciò che mi ha dato molto, anche se con tanta sofferenza per cercare di darle supporto è stato l’arrivo di Benedetta così fragile da amare e proteggere .

4) Ho notato che si interessa anche di grafologia: che cosa la affascina di più di questo ambito?

La grafologia mi ha da sempre affascinato. Mentre insegnavo in una scuola religiosa, ho incontrato una suora che era direttrice diplomata in grafologa e laureata in psicologa. Ha analizzato la mia scrittura : è stato sorprendente il risultato della sua analisi e da allora mi ero ripromessa che avrei voluto imparare questa disciplina. Ho coltivato e realizzato questo desiderio diplomandomi in grafologicia e perizia . Ho seguito diversi corsi per quanto riguarda scrittura e disegno dell’età evolutiva, della grafologia applicata all’azienda, alla criminologia ,alla coppia. Mi affascina osservare quante scritture esistono, quante personalità diverse sottendono uno scritto e comprendere i meccanismi che hanno permesso a ciascun individuo di sviluppare o comprimere i propri talenti in funzione di caratteristiche di base a contatto con l’ambiente che ha favorito o represso il loro evolversi. Per questo ho raccolto infinite grafie, le ho catalogate per anni e alla fine ne ho fatto un “Abbeccedario di grafologia” che presenta molti esempi di grafie corredate di significato grafologico , secondo la scuola italiana morettiana che comprende e cataloga un alto numero di segni. E’ di veloce consultazione per il grafologo : essenziale e maneggevole e funge da pro-memoria.

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