La Regina dell’Altrove” la raccolta di poesie di Giulio Musenga

Chi è la Regina dell’Altrove di Giulio Musenga? In realtà, non è nessuno di sconosciuto a noi. Anzi, è tutto ciò in cui ci imbattiamo quotidianamente. Sensazioni, pensieri, parole, emozioni, gli incontri di ogni giorno, il modo in cui ognuno di noi si scontra o incontra con la realtà, abbracciandola o litigandoci – questa sa essere benevola, ma talvolta no.

Ognuno ha la propria Regina. Ma Musenga ha voluto dare voce a tutti noi, lettori sensibili in grado di cogliere la sua poetica, e lo ha fatto con una raccolta di poesie toccante ed emozionale in cui ci fa toccare con le dita del cuore l’Altrove; ma cos’è Altrove? La parola scelta potrebbe farci pensare a qualcosa di altro da noi, lontano, appunto, altrove, in altro luogo. Ma non è così. L’Altrove è dentro ognuno di noi, è diverso per ciascuno ma dobbiamo solo scoprirlo; in questo, la Regina e Musenga stesso ci fanno da guida. Il poeta decide, infatti, di mettere a nudo a disposizione del lettore che voglia coglierli i “propri Altrove”, nella totale fiducia che non saranno merce svenduta o svalutata.

In ognuno di noi c’è stata, c’è o ci sarà sete di cambiamento, anche solo per un solo istante, nella nostra testa, nel nostro cuore… Tutti, almeno una volta, abbiamo progettato di cambiar vita, abbiamo costruito tanto infiniti quanto fragili castelli di sabbia mentali in cui siamo stati altrove, per poi tornare alla realtà. C’è il sogno, dunque, in questa silloge. C’è desiderio. C’è la forza di chi effettivamente un cambiamento radicale lo ha apportato. C’è chi è rimasto al punto di partenza, smarrito nei propri pensieri.

La forma con cui Musenga dà voce a questo aspetto della vita è fortemente musicale, dolce, armoniosa ma, talvolta, cupa. Si alternano versi brevi, talvolta costituiti da una o due parole addirittura monosillabiche, a versi più estesi, in cui l’autore sente il bisogno di comunicare qualcosa di più. I componimenti sono di una certa estensione, manca la poesia breve ed ermetica; è possibile leggere, piuttosto, liriche di cinque, sei, sette strofe di svariata estensione. Ma al di là del contenitore scelto, il contenuto da trasmettere risulta certamente chiaro al lettore che voglia armarsi della giusta sensibilità per entrare in un contatto letterario diretto col proprio autore.

Giulio Musenga, nato a Torino nel 1956, ha vissuto fra Roma e provincia fino ai primi anni di università. Nato come cantautore, si trasferisce a Trieste nel 1980 e diventa coautore de La Burlantesca degli Stampenga, testo teatrale rappresentato alla Cappella Underground di Trieste. Si è classificato terzo al XIII Premio letterario del Friuli-Venezia Giulia. Nel 1990 ha inciso l’LP Novembrata pubblicato dalla GDM di Milano. Ha scritto parole e musica dello spettacolo Il Folletto delle storie storte, rappresentato da bambini e ha pubblicato con Libroitaliano Un filo di poesie. Una sua poesia è stata pubblicata nell’Antologia delle più belle Poesie del Premio Il Club dei Poeti 2008 e altri suoi componimenti sono stati pubblicati nel 2015 nell’antologia Riflessi.

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