L’assalto alla Sicilia, aiutiamo i naufraghi ma proteggiamo gli italiani

Quello che vive la Sicilia è un assalto. Lo so che si deve temperare gli animi in questi attimi: la sopravvivenza dei naufraghi prima  di tutto. Ma se questa sopravvivenza l’organizzassimo in terra d’Africa? Perché proteggere gli immigrati (giusto) e non proteggere i siciliani? Se è vero (come sembra) che 300 mila/400 mila profughi sono pronti per l’assalto all’Isola come dovremo comportarci? Vorrei vedere i grandi politici nelle loro camere ovattate e protette cosa ci dicono. E’ facile giudicare e ordinare l’accoglienza quando sono gli altri a doverla gestire.
Comprendo però la voce cristiana che ci intima di proteggere chi ha bisogno. E’ giusto. Allora modifichiamo le normative  e provvediamo a riportare in Africa gli extracomunitari subito dopo averli accolti.
E’ anche giusto cercare di salvare le vite di questi poveri naufraghi non facendoli partire. Blocchiamo le navi nei porti libici. Affondiamole vuote ed eviteremo disastri. Chi deve proteggere le coste italiane? La nostra Marina dovrebbe attivarsi con un blocco navale e soprattutto dovremmo creare in territorio africano un’area dove poter rimpatriare i naufraghi che giungono dalla Libia. E’ il tempo delle decisioni difficili, ma se l’Italia come Stato ancora esiste (e vuole esistere) deve prenderle ora. In modo netto e chiaro.

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