Laura De Menech: “Nella sabbia del tempo”

https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=3421

Ecco a voi l’intervista che la nostra scrittrice Laura De Menech ci ha gentilmente concesso. Avrete modo di soddisfare la vostra curiosità con qualche dettaglio in più sul suo libro “Nella sabbia del tempo”.

1) Quando si è avvicinata al mondo della scrittura?

Prima della scrittura, il mio metodo di espressione preferito era il disegno e la
pittura. Iniziai a disegnare che non avevo neanche due anni e conservo tuttora
questa capacità di adoperare, non solo i colori su tela, ma anche matite, inchiostri vari e acquarelli.
La mia adolescenza fu poi caratterizzata da questa mia nuova abilità di riuscire
a mettere su carta anche i pensieri: in breve tempo diventai bravissima nella stesura di testi, impeccabili sia dal punto di vista grammaticale che della forma. Solo qualche anno fa mi è venuta in mente l’idea di pubblicare ciò che scrivevo e di partecipare a vari Concorsi Letterari. In neanche quattro anni ne ho vinti sette!


2) Com’è nata l’idea che l’ha portata a scrivere “Nella sabbia del Tempo”?

Sentivo il bisogno di raccontare la Vita dal punto di vista di coloro che sono “al di fuori del coro”, ossia quelle persone che vivono unicamente della propria Luce senza scendere a compromessi con niente e nessuno. Così è nata la storia della ribelle Anaïs, una ragazza di diciassette anni sensibilissima e amante della Bellezza in ogni sua forma, e nello stesso tempo in guerra contro il conformismo malato di una società come la nostra, dove prevale l’arroganza e il sopruso sui più deboli.
Ho voluto lanciare un messaggio a un mondo che ha perso oramai il significato del Rispetto verso i Giusti, ma anche nei confronti degli animali, la Natura, l’intero Pianeta. E’ un grido di dolore verso lo scempio che ci tocca subire giorno dopo giorno, ma anche la certezza che esistono ancora persone, come i personaggi del mio libro, Anaïs, Ajace e Azzurra, che sono Anime Grandi e che combattono per il trionfo del Bello e del Giusto, perché, come diceva Dostoevskij: “La Bellezza salverà il mondo”.

3) La storia è completamente frutto della sua fantasia oppure sono presenti dei cenni biografici?


E’ la mia biografia! In realtà io sono identica ad Anaïs, la protagonista: da bambina prodigio, solitaria, sofisticata, ad adolescente ribelle verso ogni noioso conformismo e indottrinamento vecchio come il mondo.
Sono sensibile pure io alla bellezza della Natura e al suo rispetto, all’Arte, alla Filosofia e alla Matematica, tutte caratteristiche che ritroviamo in Anaïs.
C’è da dire, poi, che tutti gli avvenimenti narrati che riguardano la sua infanzia
sono accaduti realmente! Devo ammettere che Anaïs ha un bel caratterino tosto, e nello stesso tempo divertente e ultrasensibile.


4) Pertanto, ritiene di avere qualcosa in comune, caratterialmente parlando, con la
protagonista del libro?


Come ho accennato prima, ho dato alla protagonista di questo romanzo tutte
le mie caratteristiche, narrando fatti realmente accaduti con personaggi
esistiti veramente. Molti di questi si sono riconosciuti e, una volta letto il libro,
li ho visti commossi; altri, purtroppo, non ci sono più da molto tempo, come la mia amata nonna, altri sono invece scomparsi di recente, come Elliot, il vivace cuginetto dai capelli sempre arruffati. Solo Ajace è un personaggio inventato , in quanto rappresenta il Saggio, il Maestro che avrei sempre voluto incontrare nella mia vita, colui che mi avrebbe guidato con i suoi consigli e la sua grandezza d’Animo; c’è anche Noah, l’amico sedicenne di Anaïs che rappresenta, in realtà, l’altra parte di me. Noah è un ragazzino biondo, dai modi eleganti e gentili, ma eccessivamente sensibile e inevitabilmente sofferente, proprio come Anaïs. Noah ama i numeri, che per lui sono i suoi unici veri amici, perché “sono perfetti e non mentono mai”, come lui stesso afferma. La matematica è la sua vita e lui è un vero genio in questa materia, come, del resto, Anaïs lo è in
Filosofia. Due Animi identici, vittime di bullismo a scuola, proprio a causa di questa loro unicità.


5) Cosa consiglierebbe a un giovane scrittore esordiente che vuole approcciarsi a
questo mondo?

Per quel che mi riguarda, scrivere è una passione, più che un mestiere…
Almeno per il momento! Certo, se si è molto fortunati, oltre che molto bravi, può accadere che la scrittura si trasformi anche nel proprio lavoro (magari!), ma ci sono tanti scrittori in giro, troppi… Sono convinta che prima di diventare dei bravi narratori, bisogna essere buoni lettori, divoratori compulsivi di libri, proprio come lo sono io: non ricordo un
giorno della mia vita senza un libro in mano.
Quindi, leggere, leggere e ancora leggere.
E poi nutrire quel bisogno di buttar su carta le proprie emozioni, le proprie storie, i propri desideri… Il resto, poi, se è Destino, verrà da sé.

Per maggiori informazioni sul suo libro potete consultare il seguente link: https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=3421

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