Le bellezze di Agrigento

Il concetto di bellezza qui ha un sapore antico che i moderni sono riusciti a mantenere. Un turismo gestito con cura, un territorio con una grande vocazione all’accoglienza, con bellezze archeologiche e una grande tradizione enogastronomica.
Un viaggio ad Agrigento deve iniziare da dove tante cose iniziarono: la Scala dei Turchi è un luogo che emana un grande fascino, una grande forza evocativa.

La cosiddetta Scala dei Turchi altro non è che una una falesia viva costituita da uno sperone di marna bianca prominente sul mare, le cui falde degradanti a strato conferiscono un aspetto molto suggestivo, accentuato, a sua volta, dai forti contrasti cromatici se si pensa all’azzurro del mare e del cielo contrapposto al bianco accecante della roccia.
La forma che questo monumento della natura assume è quella per l’appunto di una scalinata, dove secondo la leggenda, durante le invasioni moresche che imperversarono nel ‘500, i turchi (così erroneamente chiamati) approdarono nel territorio dell’odierna Realmonte inerpicandosi sulle stratificazioni di questa falesia.

Consigliamo subito dopo un percorso nel centro storico di Agrigento, ricco di edifici e chiese e con una zona pedonale rilassante con numerose botteghe. Insistono nella zona punti di interesse di grande pregio, ne vorremmo elencare due: il Castello Chiaromonte, detto così perché fu ricostruito da Federico Chiaromonte. Ricordiamo che qui soggiornò anche Tomasi di Lampedusa, si dice che alcune pagine del suo Gattopardo furono pensate e scritte proprio qui.
Infine proponiamo una fuga verso la bellezza con direzione Siculiana Marina, qui la natura vince e la bellezza dei luoghi lascia incantati. Una sosta al ristorante “La Scala” è un modo per scoprire l’altra faccia di Agrigento, quella fatta da un percorso gastronomico avvincente: menu raffinato, ma che non dimentica la tradizione di sapori antichi e robusti, mai forti.
Si tratta di una cucina da gustare con tutti i sensi, un’esperienza che soddisfa il gusto quanto l’olfatto e la vista. Tutti i piatti prevedono infatti una destrutturazione della ricetta tradizionale alla ricerca del ricordo originario.

Adesso fermatevi e rimanete assorti e stupefatti di fronte a un sito archeologico incredibile: i Templi di Agrigento rappresentano lo scenario Classimo meglio conservato con reperti praticamente infiniti. Con strutture ottimamente conservate (V sec a. C.).
La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben dieci templi in ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; paleocristiana; Acrosoli); opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca; due importanti luoghi di riunione: l’Agorà inferiore (non lontano dai resti del tempio di Zeus Olimpio) e l’Agorà superiore (che si trova all’interno del complesso museale); un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca. Le denominazioni dei templi e le relative identificazioni, tranne quella dell’Olympeion, si presumono essere pure speculazioni umanistiche, che sono però rimaste nell’uso comune.

    Tempio di Hera Lacinia, o tempio di Giunone, fu costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai Cartaginesi. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze.
    Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio, costruito anch’esso nel V secolo. Attualmente è con ogni probabilità quello meglio conservato, grazie anche alla circostanza che fu trasformato in tempio cristiano nel VI secolo d.C.
    Tempio di Eracle, o tempio di Ercole, il cui culto era molto importante nell’antica Akragas. Si tratta di una delle costruzioni più antiche. Distrutto da un terremoto, oggi restano in piedi otto colonne.
    Tempio di Zeus Olimpio, edificato dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus. Era il tempio più grande di tutto l’occidente antico e unico nell’architettura del suo genere. Era caratterizzato dalla presenza dei telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, raffigurazioni di Atlante che sorregge la volta celeste. Una di queste si trova ancora nel sito, mentre un altro Telamone dell’Olympeion si trova al museo archeologico di Agrigento.
    Tempio dei Dioscuri o tempio di Castore e Polluce. In realtà il tempio sorge all’interno del santuario delle divinità ctonie ed è quindi probabile che sia stato edificato in onore delle divinità della terra (Demetra, Persefone, Dioniso) e non dei Dioscuri.
    Tempio di Efesto o tempio di Vulcano.
    Tempio di Atena. Costruito lontano dalla valle vera e propria. Si trova nel centro storico della città di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.
    Tempio L, è stato scoperto da scavi recenti ed è una costruzione completamente distrutta già in epoca classica.
    Tempio di Asclepio, o tempio di Esculapio, facente parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle mura delle città, luogo di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione.
    Tempio di Demetra e santuario rupestre di Demetra. Il tempio sorge nella parte orientale della città, sul fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea nella valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio di Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario completamente scavato all’interno della collina.
    Tempio di Iside. Si trova all’interno del complesso museale di San Nicola.

 

Gianfranco Natale
© Riproduzione riservata

 

Share Button

Lascia un commento