Le disfunzioni nel sistema di gestione dei flussi migratori

La solidità si uno Stato si definisce nella capacità che ha di far rispettare le regole. Giornalmente centinaia di migranti sbarcano sulle coste siciliane. A parte le implicazioni e le declinazioni con cui si deve gestire il problema, c’è una cosa che deve trovare un’immediata soluzione: il riconoscimento deciso, fermo, definitivo degli extracomunitari.
Problema numero 1:  giungono da noi senza documenti. E’ necessario identificarli; secondo un recente rapporto il 60/70% di queste persone rifiutano il riconoscimento.
La riflessione appare banale: ma se arrivi a casa mia devo sapere chi sei. Identificare non significa ridurre lo spazio democratico, ma solo porre in sicurezza la collettività. Il fatto che nei centri di identificazione tale pratica non sia obbligatoria pone inquietanti interrogativi sulle capacità che abbiamo di esercitare le funzioni proprie di uno Stato.
Problema numero 2: questo riconoscimento ha bisogno (evidentemente) di una norma.
Arrivi in Italia, ti identifico, se rifiuti l’identificazioni metti a rischio la sicurezza della collettività ed è logico che il sistema deve essere stringente e trovare una soluzione per rendere obbligatoria la pratica di riconoscimento.
Problema numero 3: gli extracomunitari non identificati potrebbero scorrazzare per l’europa intera ecco perché tali processi devono essere finanziati dall’Europa. E’ una questione generale che deve coinvolge tutto il continente. Non escludo che questi centri di identificazione potrebbero essere gestiti dalla Croce Rossa ed essere considerati luoghi “sovranazionali”.
Problema numero 4: La normativa riguardante i rimpatri è lunga e complicata, è anche comprensibile. La lentezza (dal punto di vista normativo) può essere una tutela perché impone riflessioni e rende le decisioni più meditate. Ci sono però delle variabili da considerare: la guerra è alle porte d’Europa, l’ISIS è a pochi chilometri dalle coste siciliane.
Dunque nei casi in cui è chiaro che il rimpatrio può avvenire in modo lecito e senza mettere a rischio la sicurezza del migrante, la decisione deve essere immediata e veloce. Il rimpatrio “forzoso” è anche questo un onere da condividere in seno alla comunità europea. Un esempio per tutti? Se sei stato già espulso devi essere immediatamente rimpatriato entro 24 ore.
Così facendo non avremo risolto i problemi epocali dell’immigrazione, ma avremo dato prova che l’Italia è uno stato Democratico che fa rispettare le regole.

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