Intervista a Stefano Bellagarda

Oggi parliamo con Stefano Bellagarda, autore di un importante saggio politico dal titolo: “L’Europa come modello di crescita, innovazione e sostenibilità“.
Stefano Bellagarda ha 32 anni e vive a Bussoleno, un paese vicino a Torin\o. È laureato in Economia con specializzazione in Finanza e ha conseguito un Master in Trading and investments presso l’Alta Scuola Finanza di Torino.

Allora Stefano, come è arrivato a questi studi sul sistema europeo?
Ne sono appassionato ma allo stesso tempo sto studiando questo sistema molto complesso.

Ha letto le ultime notizie riguardanti la situazione in Europa?
Cosa ne pensa?

Sì, penso che sia importante riflettere sui complessi rapporti tra Italia ed Europa, in quanto alla luce dei risultati delle elezioni europee si delinea un quadro in cui le forze pro euro rimangono in testa nonostante l’avanzata delle forze populiste. Ciò che è più importante è capire cosa accadrà da qui ai prossimi 5 anni e i risultati che ci saranno fra 5 anni per delineare meglio il quadro europeo.

Che posizione ha, ad oggi, l’Italia all’interno della Comunità Europea?
Bisogna ricordare che l’Italia è una delle nazioni fondatrici della comunità europea.
Ad oggi trovarsi come fanalino di coda rispetto a tutti gli altri Stati non è sicuramente esaltante. Come Italia bisogna riprendersi e riprendere il posto che ci spetta sulla scena europea ricordando i nostri valori, la nostra cultura, le nostre tradizioni e confrontarla con quelle delle altre nazioni europee.
La crisi economico finanziaria del 2008 – 2009 ha messo in ginocchio l’Europa è quest’ultima, come l’Italia e le altre nazioni europee devono recuperare terreno e diventare insieme un modello di crescita, innovazione e sostenibilità.

Vuole salutarci con una riflessione?
Io proporrei uno slogan: l’unità dell’Europa nelle diversità, un concetto che accompagna il continente nella sua unità non solo economica ma, come  auspicabile, anche politica e sociale, a partire dall’Europa dei cittadini non solo Italiani ma di tutte le Nazioni Europee, rispettando quelle che sono le loro diversità, culture e religioni, in vista di un nuovo allargamento che su queste basi potrebbe funzionare, migliorando la vita stessa e conferendo una maggiore sicurezza ai cittadini europei, permettendo loro di vivere in maniera sana e sicura.

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