Recensione del film “Se Dio vuole”

“L’OCCHIO CINEFILO”: recensione film “SE DIO VUOLE”, dal 9 aprile 2015 al cinema;

 

Marco Giallini e Alessandro Gassman sono i protagonisti del film “SE DIO VUOLE” che segna l’esordio alla regia dello sceneggiatore Edoardo Falcone (già sceneggiatore di “nessuno mi può giudicare”, “w l’Italia”, “mai stati uniti”). Per il suo esordio Falcone ha scelto una commedia che parla di argomenti importanti , indaga i segreti dell’animo umano e i misteri della religione attraverso la conversione di un uomo che da disincantato e pieno di sé si scopre umano e fragile. E’ infatti la storia di Tommaso (Giallini) affermato cardiochirurgo, concentrato sul lavoro e assente in famiglia; sua moglie è una donna ex idealista ormai rassegnata (Laura Morante) e i suoi figli senza idee per il futuro; uno dei due è Andrea (Enrico Oetiker), giovane brillante che per volere del padre è iscritto a medicina e che a un certo punto fa una rivelazione in famiglia. Tommaso sembra essere pronto a qualsiasi coming out del figlio in quanto lui è una persona aperta a tutte le prospettive, ma tutto crolla quando Andrea comunica che desidera lasciare medicina per diventare prete ed è allora che tutte le certezze di ateo di Tommaso si sgretolano. Per far cambiare idea al figlio Andrea il medico decide di incontrare sotto mentite spoglie il responsabile della vocazione del figlio, ovvero Don Pietro (Gassman), un prete fuori dagli schemi, un parroco anomalo, ex galeotto poi convertito, è ora un prete di strada, capace di parlare di vangelo in maniera nuova e affascinante. Inizia così una battaglia personale tra Tommaso e Don Pietro perché il medico desidera capire la scelta del figlio e fargli cambiare idea screditando la figura di Don Pietro. Dall’incontro-scontro tra i due nascerà una amicizia destinata a cambiare per sempre la vita del medico. Tematiche attuali e controverse per questa commedia brillante e profonda il giusto per far arrivare un messaggio forte basato sulla tolleranza, sulla comprensione delle scelte altrui e del proprio ruolo nel mondo, sulla necessità di avere una coscienza e saperla usare bene. Un film pregevole, ritmato da dialoghi brillanti e sostenuto da una buona sceneggiatura che non ammicca alle facili battute, anzi è una sceneggiatura ricca di sorprese che non ti aspetti. Il film gioca sull’ipocrisia dei genitori “liberal” all’apparenza ma che poi punti nel proprio orto non lo sono più, gioca sui luoghi comuni sui preti e sulla religione e i due ottimi protagonisti sostengono con la loro bravura il film rendendolo agile e delicato trattando temi importanti e di non facile esplicazione. Si aggiunge anche una buona regia di Falcone che non sbanda verso facili scorciatoie narrative.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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