Recensione del film “Una notte in giallo” dal 24 luglio al cinema

“L’OCCHIO CINEFILO”: recensione film “UNA NOTTE IN GIALLO” dal 24 luglio 2014 al cinema;

 

Una commedia di buona comicità anche se per alcuni tratti un po’ volgare questa “UNA NOTTE IN GIALLO” per la regia di Steven Brill; il titolo originale “WALK OF SHAME” intende quel momento in cui si è in una situazione imbarazzante e non si sa come uscirne; ed è proprio quello di cui tratta il film questo “MOMENTO VERGOGNOSO” raccontato in maniera comica, goliardica e con battute facili; una commedia dell’assurdo esasperato, delle situazioni ridicole in cui si ritrova la protagonista femminile firmata da Steven Brill, efficace al punto giusto nella sua follia e con una protagonista, Elizabeth Banks, in grandissima forma e con verve comica spiccata, una vera rivelazione . Dopo una notte da sballo la protagonista Meghan Miles (Elizabeth Banks) ambiziosa annunciatrice televisiva, si ritrova la mattina successiva nel letto di uno sconosciuto (James Marsden) senza soldi, né auto, con indosso un tubino giallo e con un messaggio sulla segreteria del suo telefonino che la invita a recarsi ad un importante colloquio di lavoro; Meghan ha solo otto ore per raggiungere los Angeles e partecipare al colloquio di lavoro; ma durante il tragitto ovviamente le capiterà una odissea di accadimenti imprevisti ed imbarazzanti che sono la spina dorsale del film che gioca il tutto sulle battute e gli equivoci degli accadimenti. Una storia al femminile con una goliardia e una demenzialità tipicamente maschili, anche proprio nelle battute dette dalle protagoniste; è un classico demenzial movie che ricorda un po’ i film di Adam Sandler dove la comicità sboccata la fa da padrone. Il regista e sceneggiatore Steven Brill ha confezionato a Elizabeth Banks un ruolo perfetto per il suo tubino giallo che rappresenta proprio l’esuberanza della protagonista e che continua ad indossarlo per tutto il film fino alla fine ormai “vissuto” come la vita della apparentemente tranquilla Meghan Miles; un film che nulla intende se non due ore di puro svago, con una trama volutamente sessista e sporca per poi riportare la stessa trama ad un inno alla femminilità consapevole, battagliera e coscienziosa con il rifiuto delle etichette sessiste e la volontà della protagonista di raggiungere il suo obiettivo lavorativo e quindi di emancipazione. Il film così risulta bonario, politically correct dove non c’è nessun messaggio rivoluzionario anzi alla fine c’è una dose massiccia di moralità che lo colloca nell’ovvietà di un film di puro divertimento e con innocue risate.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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