“Terminator genisys”, dal 9 luglio 2015 al cinema

“L’OCCHIO CINEFILO”-BUIO IN SALA”

“TERMINATOR GENISYS”          dal 9 luglio 2015 al cinema;

Il ritorno del “terminator” senza aver per forza dovuto vedere i film precedenti, con questo “terminator genisys” si ricomincia da capo guardando al passato; la regia è di Alan Taylor e il ritorno di Arnold Schwarzenegger vale il prezzo del biglietto, anzi è l’unico motivo per cui andare a vedere il film. Accanto a lui troviamo Emilia Clarke, Jai Coutney, Jason Clarke, J K Simmons. Il regista Alan Taylor da il via ad una nuova trilogia, i cui capitoli seguenti usciranno nel 2017 e nel 2018. La storia mantiene  un legame con i capitoli precedenti per avere un appeal maggiore ma l’idea non è riuscita, infatti raggiungere la perfezione dei due capitoli firmati James Cameron è  praticamente impossibile; una operazione tra la nostalgia e il futuro che incatena il film in una pozzanghera narrativa. La storia ci porta nell’anno 2029 dove John Connor (Jason Clarke) scopre che l’intelligenza artificiale Skynet ha inviato nel passato, nell’anno 1984, un terminator con l’obiettivo di togliere di mezzo sua mamma Sarah (Emilia Clarke) addirittura prima di riuscire a concepirlo. Per proteggere la madre John manda indietro nel tempo un suo luogotenente, Kyle Reese (Jai coutney); quando questi giunge a destinazione vede che Sarah è già al corrente del suo destino e ha così imparato a sparare e a difendersi; inoltre può contare sull’aiuto del terminator per eccellenza, quel t-800 (Schwarzenegger) che le sta vicino da quando aveva 9 anni. Per giustficare i capelli bianchi e qualche logorio fisico di Swarzy gli sceneggiatori Laeta Kalogridis e Patrick Lussier sono ricorsi ad un escamotage tecnologico, ovvero, il cyborg t-800 invecchia solo nella sua parte organica. Il film parte bene e lascia ben sperare ma man mano invece denota un plot ordinario e senza sussulti. Certo le sequenze spettacolari non mancano e gli attori comprimari sono tutti bravi, per non parlare della presenza mastodontica del mattatore Schwarzenegger che è in gran forma e nel film è nel pieno dell’esercizio di autoironia, ma non basta al film che risulta privo di freschezza e di vere novità. Inoltre si è fatto un pasticcio con tutte quelle date, il 2029, il 1984, il fatidico 1997, e alla fine per giustficare il titolo “genisys” non si è venuti a capo della trama che risulta veramente confusa e approssimativa. La regia di Alan Taylor è banale e nel lanciarsi nelle sottotracce di un approfondimento interiore rischia davvero la parodia. L’unica nota positiva è ovviamente il terminator Schwarzenegger T-800 che loquace più del solito sforna tormentoni ad hoc, virando un po’ nella commedia, il che salva tutta la barca.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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