“Luna di latte” mostra museo Madre

“TRACCE DI CULTURA”:

MOSTRA “LUNA DI LATTE” CAMILLE HENROT

MUSEO “MADRE” NAPOLI                                          dal 1 luglio 2016 al 3 ottobre 2016.

Al museo “Madre” di Napoli si è inaugurata una bella mostra dell’artista francese Camille Henrot, parigina del 1978, già leone d’argento tre anni fa alla “biennale di Venezia” come miglior artista giovane. Sono 60 le opere esposte tra schizzi, disegni e 7 sculture in bronzo. L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione “Memmo” di Roma e l’Istituto francese di Napoli ed è a cura di Cloè Perrone, alla quale è stato affidato il compito di spiegare le sue opere e che è intervenuta all’apertura con il presidente del museo “Madre”Pierpaolo Forte e il direttore del museo Andrea Viliani.
Allestita nella “sala delle colonne”la mostra esplora il significato culturale e simbolico della luna e le sue fasi e reinterpretando il lato oscuro della notte. Una mostra particolare, che parla di antropologia, una passione dell’artista francese che ha concentrato il suo lavoro degli ultimi anni proprio su filosofia, astronomia, antropologia, scienza, creando opere che parlano degli stati emotivi dell’uomo, opere enigmatiche, sfuggenti, dotate di una potenza espressiva notevole. La mostra è in collaborazione con la fondazione “Memmo” di Roma e il presidente del “madre”Pierpaolo Forte ha sottolineato la proficua collaborazione tra le due istituzioni. Camille Henrot ha voluto condividere col pubblico queste sue opere in divenire, quasi bozzetti dell’opera definitiva, come se fossero riflessioni in movimento. Sono quindi opere ibride, opere finite e non finite, esperimenti astratti, allegorie provvisorie in cambiamento continuo e lo si può notare osservando queste 60 opere, che davvero sembrano muoversi e protrarsi in una soluzione ancora non definitiva, pur tuttavia struggenti nel loro mostrarsi.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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