Migliaia di attentati nelle sale da concerto di tutta Europa, è ‘La dodicesima nota’, ultimo esplosivo romanzo di Lev. M. Loewenthal

Non è la nuova Elena Ferrante, perché Lev Matvej Loewenthal, ‘pessoano’ scrittore, sceglie di pubblicare ogni suo romanzo con uno pseudonimo diverso e di non cavalcare mai l’onda del successo appena ottenuto da uno dei suoi molti eteronimi. Nonostante i suoi editori accettino di non divulgarne l’identità, è un dato di fatto che la sua vera firma sta in quel suo stile originalissimo, individuabile, poetico, ritmato e leggero con cui narra storie crude, ma piene di forza e di speranza, calibrate sul doppio registro della ricerca storica e della denuncia sociale, con un’ironia da ‘jüdischer Witz’, sempre pronta a risolversi in interrogativo ontologico.
Nonostante si defili e si nasconda, forse più da se stesso che dai lettori, Lev Matvej Loewenthal è un autore affermato, perché ogni sua nuova pubblicazione è un clamoroso successo di pubblico, in Italia e all’estero.
Lo dimostra il caso recentissimo di sette poesie, edite online dalla rivista Carteggi Letterari, che in soli sei giorni (sono state pubblicate il 14 febbraio) hanno avuto più di settecento condivisioni su Facebook e non parliamo di semplici visualizzazioni, ma di settecento persone che hanno notato, nell’immenso mare di internet, quei versi crudi, ma caldi, intimi e li hanno voluti condividere. Versi con cui Loewenthal cita in giudizio un Dio vecchio e vendicativo per crimini contro l’umanità e nel contempo stringe con la sua Sephora un patto oltre le contingenze del tempo e della morte, incidendo nomi su lapidi di carta.
Si ha come l’impressione che i suoi romanzi siano proprio questo: lapidi di carta, scolpite nell’urgenza della memoria (http://www.carteggiletterari.it/…/lev-matvej-loewenthal-se…/), con cui l’autore dipinge, con sorriso dolce e beffardo di chi la sa lunga, un mondo «su cui piovono a gocce schegge e micce». E Loewenthal deve averne viste tante, se la sua biografia è reale: nato a Kiev da un diplomatico israeliano e da una musicista francese quarantatré anni fa, ma cresciuto tra Italia, Israele e Svizzera, pare sia uno di quegli anonimi Medici Senza Frontiere che rischiano costantemente la vita in zone di guerra. Svizzero di adozione, scrive, oltre che in italiano, in inglese, francese e yiddish. I suoi testi sono stati tradotti, tra l’altro, in giapponese e olandese ed è a sua volta traduttore.
Carteggi Letterari, casa editrice che non esiteremmo a definire figlia minore, ma non meno bella ed elegante della Sellerio ai tempi di Elvira Giorgianni, pubblicando le sette poesie dalla raccolta ‘Sefer Sephora’ ha annunciato l’imminente edizione di un nuovo romanzo di Loewenthal, strappato con grazia a due grandi editori ben più blasonati. Intitolato ‘La dodicesima nota’, il romanzo è ora attesissimo. Provocatorio, come ogni testo di Loewenthal, si annuncia già come una vera bomba sapientemente assemblata tra ironia e poesia, musica sinfonica e un passato europeo le cui ferite paiono essersi cicatrizzate troppo in fretta.

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