“Non è stato solo vento” di Giovanna Politi

“Non è stato solo vento” è un romanzo che contiene una storia d’amore insieme a una storia dell’amore. Storia dell’amore soggettivo, personale, certo: ma comunque in parte slegata dalla prima, dalla storia d’amore tra la protagonista e voce narrante Rebecca e il controverso Stefano, perché più ampia e più archetipica. L’amore è il vero protagonista del romanzo di Politi: un romanzo dove apputo la vicenda che fa da fil rouge è un buon pretesto per digressioni sull’amore in sé, sul modo di viverlo, sulle sue articolazioni. C’è l’amore per l’altra persona, per il partner, per chi è lontano o passato per sempre. Amore questo più visibile e più insistente, che ha un peso sulla vita al di là del tempo, perché forma la personalità e perché, semplicemente, è così percepito. C’è l’amore per la vita, per l’esistere al mondo e per le sensazioni che ci regala anche il quotidiano, quando lo viviamo presenti a noi stessi e al bello che abbiamo. C’è l’amore per una vita basata su valori chiari, ai quali conformare il nostro modo di essere in un’armonia identità‐credenze che è molto importante per l’essere umano. C’è l’amore per i figli esistenti o da venire, espresso dalle storie delle madri che la protagonista visita in quanto ginecologa. E in quanto obiettrice di coscienza: in un momento in cui le polemiche sono roventi, esprimere un punto di vista chiaro anche se impopolare è comunque un atto da rispettare. Nel libro, esso è coerente con la visione d’insieme di un amore che per essere espresso va vissuto, per essere vissuto va permesso. Politi è anche una poetessa, e da poetessa affronta la forma romanzo, contrappuntandola con citazioni, componimenti, spunti che rendono la lettura un gioco di rimandi anche suggestivo. Il testo ha qualche piccolo difetto, attribuibile alla ricerca stilistica e personale dell’autrice, che a volte rischia l’autoreferenzialità in passi un po’ lunghi. Questa tendenza viene però compensata grazie ai componimenti poetici, che danno un più ampio respiro alla storia e al testo e riequilibrano la lettura.

Giulia Abbate

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