Novara di Sicilia, un borgo da visitare

Ci sono posti interessanti, altri luoghi sono incantevoli altri ancora hanno dentro un’essenza così intima che definirli belli non sazia il palato dell’anima.
Novara di Sicilia è uno di questi luoghi. Il nome non deve disorientarvi perché non ha legami con la città piemontese, Novara è un’estensione fonetica di Noà che significa “maggese”: a quei tempi infatti quella terra era famosa per la produzione di frumento. Divenne “Novalia” per i Romani, con lo stesso significato e si trasformò in “Nuah” durante la dominazione araba; tornata terra cristiana, fu chiamata “Nuaria” e in breve tempo divenne la Novara di oggi.

Per arrivare a Novara si può prendere sia la Messina-Palermo, sia la Messina-Catania; mentre l’aeroporto più vicino è quello di Catania.
Oggi Novara di Sicilia, può fregiarsi del titolo “Borgo tra i più belli d’Italia”. Non è un’esagerazione, la stratificazione della storia si è sedimentata con mitezza ed equilibrio forgiando nei millenni una cittadina con un panorama straordinario: troverete all’ingresso del Paese un ponte dal quale lo sguardo scende a strapiombo fino al colle di Tindari e più giù fino al mare delle Eolie.
Le strade, per lo più pavimentate in acciottolato stretto tra due file longitudinali di pietra arenaria locale, contribuiscono a valorizzare l’architettura del centro storico. L’arenaria è stata utilizzata nelle costruzioni civili e con elaborazioni di grande pregio in quelle religiose, dove sono presenti anche molti elementi architettonici realizzati in cipollino, un’altra pietra locale, rossa e marmorea. L’uso della pietra, che sul territorio affiora un po’ ovunque, testimonia l’importanza dell’arte dello scalpellino che si tramandava di padre in figlio, fino al deplorevole arrivo del cemento (ma oggi il nobile mestiere viene ripreso con buoni risultati).
Mi stupisce la bellezza del dettaglio delle grondaie, la leggerezza delle botteghe del ferro che modellavano il metallo fino a fornire grazia e levità.
Un sistema di raccolta delle acque pluviali unico nel suo genere con una tegola larga e ricurva che convoglia le acque. Le pietre assorbono la luce e la restituiscono contribuendo a determinare quella leggerezza che rende Novara di Sicilia un Borgo da visitare.
Ancestrale e unica è la festa del maiorchino (Formaggio tipico ottenuto dalla lavorazione del latte ovino e caprino), un lancio di forme di formaggio in giro per il borgo che avviene con una tecnica particolare attraverso uno spago lungo e arrotolato attorno alla forma.

Gianfranco Natale
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Monumenti da visitare:
L’antico Castello, di cui oggi restano i ruderi, era situato su una rupe a strapiombo che conserva immutata la propria bellezza, anche se la sommità del poggio non è stata protetta da sconsiderati interventi edilizi. Dalla cima si gode l’ampiezza della vallata che scende verso il mare: spingendo lo sguardo sino all’orizzonte si vedono le isole Eolie.

La via Dante Alighieri collega l’area del Castello al sottostante Duomo di Santa Maria Assunta (secolo XVI), raggiungibile anche percorrendo la via lastricata che inizia dalla piazza principale. La chiesa presenta una bella facciata monumentale con un’ampia scalinata; l’interno è a tre navate delineate da colonne monolitiche in pietra. L’abside ospita un coro ligneo settecentesco; di grande pregio sono l’altare del Sacramento in marmo intarsiato a smalto, il battistero in marmo cipollino locale sormontato da una cupoletta in legno, la statua dell’Assunta e il grande crocifisso in legno.

Più raccolta e graziosa è la Chiesa di San Francesco del secolo XIII, la più antica e piccola del borgo: francescana, appunto, con un tetto-soffitto di arte povera. Nel quartiere intorno alla chiesa sorge per contrasto Villa Salvo, superba e elegante, con lo stemma del casato. Poco distante si trova la Chiesa dell’Annunziata (secolo XVII) a tre navate con colonne in pietra a sezione quadrata e diversi capolavori, tra cui un organo a canne del ‘700 e il gruppo gaginesco dell’Annunciazione: tre statue in marmo pario decorato, scolpite nel 1531 dal toscano Giovambattista Mazzola.

Nella parte alta del paese sorge la Chiesa di Sant’Ugo Abate (secolo XVII), in corso di restauro. Costruita con il monastero cistercense, successivamente distrutto, conserva un imponente reliquario ligneo, la giara di Sant’Ugo (in realtà un vaso arabo di bella fattura), un crocifisso ligneo e un dipinto su tavola dello Stetera, L’Annunciazione (1570).

Al centro del paese è situata la Chiesa di San Nicolò (secolo XVII) recentemente restaurata, con il suo artistico prospetto in cima a una grande gradinata in pietra. Nella parte bassa del borgo si trovano invece le Chiese monumentali di San Giorgio Martire e di Sant’Antonio Abate, entrambe a tre navate. La prima, secentesca, oggi adibita ad auditorium, presenta sulla facciata principale un gioco di rimandi con il colonnato interno su cui poggiano i tetti; interessante il soffitto centrale a cassettoni. Ancora più suggestiva la cinquecentesca Chiesa di Sant’Antonio, che conserva il portale in stile normanno e la torre campanaria a guglia, sontuosa e finemente decorata, oltre a custodire statue lignee e dipinti su tela.

Tra i tanti edifici civili di rilievo meritano attenzione il Palazzo Municipale (ex Oratorio di San Filippo Neri), il Palazzo Stancanelli che si affaccia sulla piazza principale, vero salotto del borgo, e il Palazzo Salvo Risicato sulla via Duomo, recentemente recuperato dal Comune.

A valle del Duomo si conserva Casa Fontana, edificio del ‘700 avvolto da una cortina muraria secentesca che ingloba caratteristiche bucature impreziosite da elementi scolpiti nella pietra arenaria. Il Teatro Comunale, intitolato al musicista novarese Riccardo Casalaina, presenta dopo il restauro una superba facciata decorata con scorniciati di pietra e, all’interno, tre livelli di palchi sistemati ad anfiteatro.

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