Patrick Melrose, una storia di dolore e di abusi

Patrick Melrose, una  storia di dolore e di abusi

Che caduta nel dolore. Il tunnel è profondo. Non c’è luce. Lucernaio. Finestra.
Niente. Un buco profondo. Come i buchi dell’eroina che funestano la vita di Patrick.
Un buco profondo che lo conduce indietro nel passato fin dentro il rapporto squilibrato (e malato) con una madre egocentrica e incapace e un padre distruttivo.
La storia di Patrick è la storia di un dolore, di abusi su minori e di autodistruzione.
Patrick Melrose è un aristocratico britannico che vive tra i tormenti del passato e la ricerca spasmodica di droga per sedare i fantasmi della sua infanzia. Informato con una telefonata della morte del padre, va fino a New York per recuperare le sue ceneri, e lì non può fare a meno di ripensare a ciò ha rappresentato per lui.
“Patrick Melrose” è una miniserie televisiva britannico-statunitense del 2018 liberamente tratta dal ciclo narrativo de I Melrose di Edward St Aubyn, creata da David Nicholls e interpretata da Benedict Cumberbatch nel ruolo dello stesso Patrick Melrose.
Benedict Cumberbatch è potente.
Potentissimo. In “Patrick Melrose” Patrick è una spugna tormentata, capace di assorbire il dolore degli altri fino a quasi morirne. Le droghe. L’alcol. Una voglia autodistruttiva che lo porta fino all’ultimo gradino prima del baratro.
Si nutre di dolore e cerca di non fare gli stessi errori del padre. La vita non è un cammino lineare, ma un volo di farfalla e Patrick per risalire deve andare giù, molto giù.
Straordinario.
La serie è intensa e dolorosa. Bella? Come si può definire bello il dolore?
Ma, se avete coraggio, è da vedere.

Gianfranco Natale
© Riproduzione riservata

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