Penelope alla vita: “Conto alla rovescia”

Dieci…

La “Sinfonia” Tetraktys, del quartetto di cui Pitagora fu il direttore d’orchestra. La piramide la cui base si posa sulla terra, sulla quale scorre l’acqua, sopra la quale soffia l’aria, oltre la quale si accende la fiamma. La matematica che indica la strada alla politica. L’aristocrazia che si specchia nella cosmogonia e afferma che l’uno comanda ai due, che comandano ai tre, ai quali i quattro obbediscono e così via. La Dea che nutre il serpente e preserva la nostra salute. L’insostenibile leggerezza di certi nostri pensieri che, catturati nell’atmosfera e rinchiusi nel nostro mortale corpo, come Neon, generano l’incandescente rossore che si fa chiamare passione.

Nove…

L’Universo che, come un ventre pregno, si espande; fino a quando tutti i mari all’unisono esondano, per condurre il nuovo fuori dal vecchio. La Memoria che trionfa agli occhi dei mortali, nelle sottili vesti d’immortali forme d’arte. I cerchi di fuoco e quelli celesti che si incontrano e sfiorano le dita, seduti al tavolino di un bar in centro chiamato Purgatorio.

Otto…

Il sovrano che si corica e diviene infinito. Il destino che si fa vento e accarezza una foglia di loto. Il serpente che gioca a mangiarsi due volte, la vanità del pragmatismo che non smette un secondo di specchiarsi. Occhi così vicini da non potersi proprio fidare, il cannocchiale che scruta le insidie del mare.

Sette…

Il metalli abbracciano i pianeti

Gli occhi le meraviglie

I campi le vergini

La felicità gli Dei.

E ogni velo che cade, mostra la nudità di un peccato. E per ogni piaga che colpisce, un attributo ride; mentre i Chakra  pulsano  tra le viscere di un prossimo corpo, che poi salirà una ad una tutte note fino alla prossima vita.

Sei…

L’ambivalenza. L’uomo che ha dentro la donna e viceversa; così, l’autoerotismo che diviene rapporto completo. Creature intercambiabili e adiacenti, come le basi di due triangoli equilateri che però puntano in direzioni opposte; oppure sovrapposti, a formare un esagono al centro del quale un punto diventa il nodo che stringe a sé ogni elemento.

Cinque…

La mano che stringe la penna che scrive, le maschere che indossiamo in base al senso da cui vogliamo farci trasportare. La coppa romana dentro alla quale versare il nostro tributo a Bacco. Il centro dell’attenzione, il regista, l’ego, il punto di inizio di un altro cambiamento.

Quattro…

Le direzioni che sfioriamo appena, quando siamo lancetta impazzita di una bussola guasta. La natura che nasce, cresce, appassisce e muore; mentre un numero diviene forma, asteroide e infine nota che lungo un’orbita suona la sua minaccia. I cavalieri venuti dal sole, le braccia e le gambe inchiodate alla croce. La terra sul viso, il viso rivolto al cielo che piange, la terra che si fa fango e nelle mani del demiurgo diventa un nuovo mondo.

Tre…

Le bocche che, come caverne preistoriche, nascondono i mostri che poi escono e si avvinghiano e combattono, leggeri come foglie di litio, per avere la meglio. Perché il figlio vuole sopraffare il padre, che a sua volta vuole innalzarsi oltre lo spirito santo. Perché Lui esige piacere da lei, mentre l’altra ne esige da entrambi.

Due…

Parti di mela. Si cercano, si trovano, si perdono, si inseguono. Nel mentre, a contatto con l’aria, marciscono. Mano nella mano, come lo Yin e lo Yang. Veleno sulle ali, come zanzare dentro una nuvola di Autan. Il Sole e la Luna che non s’incontrano, ma non è vero. A volte mi sveglio, guardo fuori e sono lassù che si fissano con risentimento.

Uno…

Il posto più alto del podio, la spada brandita dal odio. Il destino che ha inizio, la particella che non si può più scomporre, la torre dalla quale buttiamo giù ogni vizio e dopo noi stessi, per riprenderceli. L’Aleph che ogni cosa abbraccia, la gelosia che ogni cosa stringe, l’amore che ogni cosa soffoca, il sesso che ogni cosa complica.

… Zero.

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Eugenie Genin

Nel 2015 pubblica con la casa editrice Milena Edizioni il suo primo libro "Il basilico raccolto all'alba. Romanzo Erotico.

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