“L’occhio cinefilo” rubrica: recensione film “The amazing Spiderman, Il potere di Electro” 24 aprile 2014

“L’occhio cinefilo” rubrica: recensione film “The amazing Spiderman, Il potere di Electro”  24 aprile 2014

 Ritorna “SPIDERMAN” con il secondo episodio della nuova saga intitolato “IL POTERE DI ELECTRO” e firmato per la seconda volta da MARK WEBB con questo film sicuramente migliore del primo episodio sgangherato della nuova era di SPIDERMAN dopo i tre magnifici episodi di SAM RAIMI con TOBEY MAGUIRE. Ritroviamo Peter Parker romantico più che mai, innamorato di GWEN e deciso a non sacrificare la sua storia d’amore a scapito del suo grande potere e delle continue difficili scelte da prendere; sul fondo una nitida, viva e sempre protagonista New York. Il regista Mark Webb incentra il film sull’aspetto sentimentale che ruota intorno a tutta la trama. Questa volta i nemici sono tre, tutti con una psicologia complessa ed affascinante come è nello stile della saga di SPIDERMAN essi sono l’essenza della saga stessa, si nutrono dello stesso SPIDERMAN, vivono di questa luce e si reincarnano quasi di volta in volta, la loro presenza spettacolare la fa da padrona da sempre e non specificatamente in questo film solo; il permanente folle green goblin, figura essenziale per Peter Parker, l’inquietante new entry ELECTRO, il mastodontico anche lui new entry RHINO interpretato dal sempre bravo PAUL GIAMATTI. Dei tre nemici in questo film (non nel fumetto) è proprio ELECTRO a risultare non così incisivo come ci si aspettava ed interpretato da JAMIE FOXX, un po’ debole e sotto sotto quasi “ invaghito” di Spiderman, un ammiratore represso suo malgrado; un peccato perché Electro ha bisogno di più verve; ben riuscito è come al solito lo psicopatico green goblin, Harry Osborne, il vero legame, il vero nemico, il vero “potere” che tiene legato a sé PETER/ SPIDEY. Come si diceva sopra, l’impronta del regista Webb è più evidente e calcata sulla sfera personale del supereroe e più remissiva e confusionaria nella parte action che a volte risulta noiosa e priva di un contest motivazionale; una impronta incentrata sulla gioventù dei tre protagonisti volendo inserire anche Harry Osborne e sulle loro scelte di vita; la sceneggiatura di Kurtzman, Orci e Pinkner sembra impeccabile ma non  lo è e alla distanza  anche le note ironiche risultano già viste. La nota positiva è quel gusto demodè dell’atmosfera del film e la bidimensionalità degli effetti speciali che rendono il film “vissuto” perché girato su pellicola e non in digitale. Un film un po’ debole di approfondimenti psicologici e suspense.

DANIELA MEROLA

 

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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