Perché festeggiano 10 anni di Freccia Rossa?

Non comprendo cosa festeggino a Trenitalia. Stanno facendo una campagna sui dieci anni di Freccia Rossa, gradirei dicessero onestamente che la promozione riguarda il NORD ITALIA.
Devo dire e ribadire che Trenitalia fa il suo mestiere, viaggia e trasporta (bene) le persone.
Il problema non è Trenitalia ma le scelte politiche che hanno tagliato il Sud Italia dai trasporti veloci (Italo e Freccia Rossa).
I politici hanno raso al suolo una cultura millenaria. Sono riusciti con un disegno strategico a impoverire ancora di più il mezzogiorno italiano.
Quando vedo la promozione “Dieci anni di Trenitalia”, penso che questa pubblicità sia offensiva per i meridionali italiani.
Dieci  anni di frustrazioni e delusioni. Dieci anni di oltraggio al Sud, al meridione italiano. Certo, come dicevo, non è colpa di Trenitalia se il Sud è ridotto a una condizione disastrosa.
Dagli anni ’90 in poi i politici hanno disegnato una mappa eliminando una parte fondamentale dell’Italia dal circuito nazionale ed europeo dei trasporti e dello sviluppo. Si sono dimenticati del Sud. Ci hanno resi marginali con una volontà politica  chiara ed efficace: rendere il meridione schiavo del Nord. Noi alleviamo i ragazzi, li facciamo crescere, investiamo sulla loro formazione e poi li vediamo andare via. Ci considerano consumatori pigri e inefficienti.  Hanno intrappolato il  Sud , fino a  considerarlo produttore di manodopera a basso costo a favore del Nord. Del resto come si fa a stare qui? A osservare locandine di musei che celebrano eventi in tutta Italia (Da Roma in su). Come si fa a stare qui, a sentire l’urlo dell’Africa sul collo e ad appiattirci su una condizione economica quasi povera.
Il Sud dovrebbe essere la nuova frontiera dello sviluppo straordinario d’Italia, mille potenzialità inesplorate. Ma se ci marginalizzano con strade che somigliano a mulattiere come si fa? Con treni lentissimi, senza linee veloci. Pochissimi aeroporti. Come si fa?
Dove è scritto che il Sud non deve avere una vita dignitosa? Quale politico in quale stanza di Milano e Roma ha deciso tutto questo?
Eventi, manifestazioni, scambi museali. Celebrazioni di attività culturali. Non possiamo fare niente, perché anche se organizzi eventi e offri luoghi, se poi non permetti una fruizione dei territori straordinari che il Sud possiede come si fa a immaginare uno sviluppo turistico e culturale?
Siamo il cuore del mediterraneo e stanno rendendo marginali anche i nostri porti. Ma come si permettono!
Il Sud non vuole niente, non vuole più piangere, non ha voglia di piangere, né lacrime da offrire. Abbiamo dato al Nord tutto,  anche i nostri figli e i nostri giovani. Cosa volete di più?
Forse se solo riuscissimo a costruire aeroporti e linee veloci e strade a scorrimento e porti funzionanti.
Se solo riuscissimo ad avere le mani libere, saremmo artefici di un destino migliore per noi e per i nostri figli. Io sono arrabbiato, ogni volta che vedo in TV la pubblicità di Trenitalia io mi arrabbio perché qui al Sud non arrivano treni, non arriva speranza, c’è solo tanta rabbia!
Come si viaggia al Sud.
Sicilia. Abbiamo essenzialmente due Aeroporti
Palermo è più piccolo di quello di Catania, è stato pensato e costruito con una visione degli anni 60, non è possibile  pensare a un suo sviluppo perché è circondato da zona molto urbanizzata e delimitato da alcuni rilievi montuosi. Concretizzando non può svilupparsi. Ha raggiunto il limite dello sviluppo e comunque non può soddisfare le esigenze dell’Isola più grande del Mediterraneo e della regione più estesa d’Italia.

Aeroporto di Catania.
Grande sviluppo, con un problema INSORMONTABILE. Se l’Etna erutta si blocca l’intera Sicilia. Sapete perché? Questi geni dei politici italiani non hanno mai affrontato il problema. L’aeroporto di Catania non è un aeroporto qualsiasi. E’ il secondo del Meridione d’Italia e il secondo in Italia per traffico nazionale.  Inoltre la tratta Catania-Roma è la più trafficata a livello nazionale e la quarta in Europa. Capite che significa? Dobbiamo sperare che l’Etna non erutti. Altrimenti la Sicilia muore.
Non hanno mai pensato di fare un altro grande aeroporto.
Ora vi racconto cosa devo fare per prendere un aereo e per collegarmi ai cittadini europei, a meno che non diciate chiaramente di non volere più la Sicilia e il Sud in Italia (che sarebbe più onesto).
Prendo il mezzo privato (il treno non esiste):  In linea d’aria la distanza fra Messina e Palermo è di 192 chilometri. Il tempo di percorrenza è di  quattro ore. Treno? Niente.
Obiettivo: Aeroporto di Catania. Mezzo privato, faccio due ore di auto. Spendo 60 Euro tra carburante e autostrade. Spero di non prendere il traffico della circonvallazione altrimenti il tempo sale a tre ore.
Parcheggio (a pagamento) prendo la navetta.
Finalmente parto con l’aereo. Per il ritorno dovrò fare lo stesso percorso.
Da noi è solito dire che il viaggio è quello impiegato per arrivare all’aeroporto.
Dovremmo ribellarci a questa condizione di sudditanza! Io avrei un suggerimento. Fate linee veloci all’interno della Sicilia. Fateci viaggiare velocemente tra le province. Create linee che giungano direttamente in aeroporto. Fate viaggiare i treni dentro la regione, oppure diteci di andarcene via dall’Italia.

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