Perché si dice così?

Ci sono parole che hanno un’origine antica, frasi che rappresentano eventi quasi dimenticati. In questa rubrica parleremo del perché si dice una cosa in un dato modo…

Perché si dice?

Ambaradan
Si presume che questo termine abbia avuto origine dall’Amba Aradam, un massiccio dell’Etiopia, presso cui avvenne una cruenta battaglia (con successivo eccidio) tra italiani e abissini, nel 1936. Durante questa battaglia le truppe italiane erano alleate con alcune tribù locali ma, a seconda delle trattative in corso, alcune di queste si alleavano a loro volta con il nemico, per poi riaffiancare i soldati italiani. Al loro ritorno in Italia, questi ultimi, di fronte a una situazione disordinata e caotica, cominciarono a definirla «come ad Amba Aradam», «è un’Amba Aradam». E, per crasi, le due parole si sono fuse in una sola diventando “ambaradam” (la trasformazione della consonante finale ‘m’ in ‘n’ è un banale errore di pronuncia diventato comune poiché la parola si trova raramente in forma scritta).
Significato: confusione, caos, grande concitazione.

 

Alla carlona
Significa  “alla buona”, “senza pretese”, “senza cura”
Il “re Carlone” dei poemi cavallereschi è in realtà Carlo Magno, che anche dopo l’incoronazione a Sacro Romano Imperatore non rinunciò mai alle sue abitudini e ai suoi abiti un po’ grossolani . Il modo di dire è attestato nella letteratura italiana sin dal 1400 (ad esempio, in Pietro Aretino).
Significato: semplice, schiettamente, alla buona.

 

All’arma bianca
Nelle battaglie campali era l’ordine impartito ai soldati per continuare a combattere con le spade o le baionette una volta che avevano terminato le munizioni dei loro fucili. Le armi da taglio o da punta (pugnali, spade, baionette), sono dette armi bianche. È un calco (medievale?) dal germanico blanch (tedesco moderno blank), che significava anche “splendente”: si tratta di armi metalliche, che quindi scintillano al sole.
Significato: dibattito forte, scontro acceso, intenso, senza esclusione di colpi.

 

Andare a ramengo
Deriva verosimilmente dalla forma poetica “andare ramingo” (solo, senza una meta, allontanato da tutti, povero e disperato) ereditata probabilmente dall’italiano volgare dell’Alto Medioevo. Potrebbe anche derivare dal nome del comune in provincia di Asti Aramengo dove pare esistessero delle carceri che ospitavano le persone insolventi o che avevano fatto bancarotta.
Significato:  perdersi, fallire nei propri scopi.

 

Aspettando Godot
Il titolo della famosa opera di Samuel Beckett ha assunto il significato di aspettare qualcosa che non arriva, e che chi l’aspetta non fa niente per far sì che ciò avvenga.
Significato:  pattendere inutilmente, sapendo che l’attesa sarà vana.

 

A spron battuto
Letteralmente “Pungolando ripetutamente con lo sperone”. Quindi “Forzando l’andatura, a tutt’andare”.
Significato:  intensificare gli sforzi, andare con impeto, accelerare.

 

Calende greche
Le calende (Kalendae) erano festività latine, non previste dal calendario greco. Perciò rimandare qualcosa “alle calende greche”, significa rimandarlo per sempre.  L’espressione è un calco della locuzione latina Ad Kalendas graecas, attribuita da Gaio Svetonio Tranquillo all’imperatore Augusto. Stesso uso del latinismo sine die, ma con una connotazione negativa. Significato:  rimandare all’infinito (per sempre, visto che si rimanda a una data che non esiste).

 

Cattedrale nel deserto
Si dice di un grande progetto inutile, come una cattedrale costruita in un deserto senza che vi sia una comunità di persone a frequentarla. Si è detto spesso di investimenti ingenti al sud Italia non coordinati e realizzati in un progetto globale (esempio fabbriche nuove in aree depresse senza essere collegate da strade e ferrovie).
Significato:  progetto inutile e dispendioso.

 

Nascere con la camicia
Il detto allude alla tradizione popolare per cui nel Medioevo erano considerati particolarmente fortunati i bambini che nascono, come a volte accade, con la patina lipidica protettiva dell’epidermide particolarmente spessa; essa ha effettivamente colore biancastro, ma nella maggior parte dei neonati è sottile e quasi invisibile.
Significato:  Essere molto fortunati.

 

Orecchie da mercante
Ecco un caso di sordità selettiva noto fin dall’antichità: i mercanti (specie durante una contrattazione) sentono solo quello che fa loro comodo.
Significato:  ignorare le cose che non si vogliono ascoltare.

 

Paganini non ripete
Si dice rifiutandosi di ripetere un gesto o una frase. Presunta risposta di Niccolò Paganini, alla richiesta del Re di Napoli di risuonare i brani musicali che non aveva potuto ascoltare, essendo arrivato in ritardo al concerto.
Significato:  non ripetere, evento così straordinario che non prevede una ripetizione.

 

Paese di Bengodi/Cuccagna
Il Paese di Cuccagna è un topos dell’immaginario collettivo e letterario: con questo nome si intendeva nel Medioevo un luogo fantastico dell’abbondanza, documentato nella storia del folklore, della letteratura e dell’arte.  Il termine “cuccagna potrebbe derivare dal latino medievale Cocania; la radice Coc alluderebbe ai dolciumi (come nel tedesco Kuchen). Altri nomi utilizzati: paese di Bengodi (Decameron di Boccaccio), paese di ser Godigliano, India Pastinaca, Paese dei Balocchi (quest’ultimo è un’invenzione più recente: compare ne Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino).
Significato:  luogo immaginario e inesistente dove tutto è possibile (in senso ironico).

 

Parigi val ben una messa
Per ottenere quello che si vuole, bisogna fare dei compromessi. La frase è attribuita a Enrico IV, di fede ugonotta, che per ottenere il trono di Francia accettò di convertirsi al cattolicesimo.
Significato:  fare compromessi.

 

Pezzo da novanta
Persona molto importante.  Mutuato dal gergo militare in cui il “pezzo” è il cannone e “novanta” è il suo calibro (calibro di cannoni potenti).
Significato:  persona importante, notabile con numerosi agganci.

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