Pierpaolo Garibaldi: “Il Signore non aveva previsto la ci-o-due”.

https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=778

Pierpaolo Garibaldi, con il suo libro “Il Signore non aveva previsto la ci-o-due”, ci parla di un tema estremamente attuale. Abbiamo deciso, quindi, di intervistarlo, per approfondire maggiormente l’argomento in questione.

  • Il suo lavoro all’interno del Ministero dell’Ambiente è, sicuramente, strettamente connesso alla problematica affrontata nel suo libro. Cosa significa, per lei, scrivere di tematiche che la riguardano da vicino?

A me piace scrivere delle mie esperienze passate, filtrate dal senno della vecchiaia e avvolte nella sfera della memoria. Ci ho messo tutto l’impegno possibile in quei progetti sulla ci-o-due e sull’idrogeno e ricordare quei viaggi attorno al mondo e quelle riunioni con esperti internazionali mi fa addormentare con serenità

  • Quando ha deciso di affacciarsi al mondo della letteratura e quale è stata la causa scatenante?

Il mio primo libro (I RACCONTI DEL BORGO) è una serie di racconti che descrivono la vita del mio paesetto negli anni del dopoguerra dal ’45 (prime immagini fissate) fino al 52-53. Questi luoghi, eventi, persone e personaggi, sono ancora lì davanti ai miei occhi. La paura di perdere queste immagini e questi ricordi mi ha spinto a fissare questi quadri. Poiché non sono capace di tenere un pennello in mano ho pensato di dipingerli con la scrittura. E poi se io perdo questa memoria questi quadri sarebbero persi per sempre. Il quadro come il racconto che per me è la stessa cosa non muoiono mai.

  • Continuerà sulla scia delle riflessioni sull’attualità o pensa di sondare nuovi generi letterari?

Il mio ultimo libro (il sesto) è alla fase finale. Ho diviso i miei ricordi in nove epoche della mia vita: I racconti di mio padre e di mia madre sulla loro resistenza al fascismo (una resistenza “minore” senza morti e attentai), i primi ricordi, il tempo delle elementari, il tempo delle medie, il tempo del liceo, il tempo del lavoro, il tempo della riflessione, il tempo dell’attesa, il mio lascito alle nipotine (il mondo delle fiabe o fole come me le hanno raccontate le nonne e quelle che ho immaginato io stesso).

  • Dati i temi e gli argomenti affrontati nei suoi libri, quanto impatto crede che possa avere la letteratura che si occupa di attualità nella coscienza delle persone e nella loro informazione relativa a problematiche che, spesso, non vengono prese seriamente dai più?

A me piace lanciare messaggi alla gente. Il lettore non vuole sentirsi in colpa per non aver fatto certe azioni o per i suoi comportamenti in generale: vorrei che il lettore trovasse piacere a leggere i miei libri e poi (speriamo) assorbire i miei messaggi. Quando racconto le mie vecchie storie c’è dietro un messaggio importante per il lettore: “Fissa anche tu i tuoi ricordi sulla carta. Sarà come fotografare il tuo passato più o meno lontano e la foto non potrà più sbiadire. Niente e nessuno ti potrà più rubare i tuoi ricordi”.

Per maggiori informazioni sul suo libro potete consultare il seguente link: https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=778

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