Poco più vuoto: uno spazio lirico e filosofico

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il Poco più vuoto, è oggetto del frutto spirituale di un impegno multiannuale di A. Georgallide con gli incrociati mondi di Filosofia e Poesia. La manoscritta collezione poetica invita il lettore a focalizzarsi sul silenzio parlato della batimetria e dell’altimetria di parole e di riconoscere la realtà di una scelta individuale ed una combinazione particolare tra di loro. Si tratta nel merito, di un insieme stocastico che, nonostante annulla la funzione di segni della co-presenza di parole, in versi che negano la loro identità, eppure rivela la loro funzione poetica, indirizzando il lettore verso un momento nascente di consapevolezza e di riconsiderazione del suo Essere. È proprio questo il momento in cui le immagini e le rappresentazioni interne del lettore crollano perché sono deboli a rivangare scene precedenti controllate dalla Mente e dalla Parola, così a rappresentare l’infinito del pensiero umano, laddove il poeta incontra nell’incalcolabile profondità dell’infinità di Essere.

 Andreas Antzoulis
Professore in Letteratura Neogreca
Docente Associato presso l’Università di Cipro 

Poco più vuoto è composto da parole contate, le quali non sono riuscite a incontrarsi in versi di un poema, in versi che parlano veramente per loro stesse. Di conseguenza questi anti-versi non hanno l’ambizione di essere concepiti e non pretendono nessuna ambizione nello spazio del significato. Poiché il lettore riconosca questa ostinata particolarità, gli è possibile presumere che possa fuggire senza pentirsi da quel bosco infinito di ombre oscure dell’Essere.

“Poco più vuoto”
di Andreas Georgallides

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