Proposta di viaggio: Caserta-Napoli-Pompei

Quello che proponiamo è un viaggio di 3/4 giorni che può accontentare un gruppo di amici per una visita attenta in alcuni punti di interesse in Campania.
Diciamocelo: la Campania Felix esiste ed è un incanto scoprire i numerosi punti attrattivi e turistici della regione. in questo percorso ci soffermeremo su un modello di vacanza che si adatta a numerosi gusti e che propone di accontentare i più esigenti. Si parte da Caserta considerando la città punto di partenza per le numerose escursioni proposte, che si irradiano verso Napoli e poi verso Pompei, non dimenticando che Caserta è una città pulita, ordinata e ricca di locali.

Programmazione del viaggio: Auto/Aereo/Treno (con veicolo a noleggio)
Durata: 3/4 giorni.

CASERTA- NAPOLI- POMPEI
HOTEL ROYAL CASERTA, come punto d’appoggio per le escursioni. Viale Vittorio Veneto, 13, 81020 Caserta CE.

Locali a Caserta Suggeriti

Lucia Pizzeria Trattoria
Via Raffaele Gasparri, 2

Antica Hostaria Massa
Ristorante
Ricette campane rivisitate e pizza in locale elegante del 1848 con strumenti musicali alle pareti e giardino.
Via Giuseppe Mazzini, 55

Tre Farine
Cucina Italiana
Via Cesare Battisti, 46

 

Visita Napoli
A piedi per la città di Napoli

Piazza Garibaldi e il Rettifilo

Un ottimo punto di partenza per visitare Napoli è Piazza Garibaldi. Qui si trova la stazione centrale dei treni, ma anche il Terminal della metropolitana collinare, quella che comprende anche la famosissima fermata di Toledo. Lasciandoti alle spalle la statua di Giuseppe Garibaldi, potrai imboccare Corso Umberto I, che a Napoli tutti conoscono come il Rettifilo. Questa strada collega la stazione al centro ed è ricca di edifici e monumenti storici da ammirare.  Qui ci sono tantissimi negozi.

Maschio Angioino, Teatro San Carlo e Piazza Plebiscito
Percorso tutto il Rettifilo (circa 1,3 km a piedi) ti troverai a Piazza Bovio e da lì proseguendo per via Cardinale Guglielmo e via Medina arriverai a Piazza Municipio e ti aspetterà il maestoso Maschio Angioino, proseguendo verso Piazza Trieste e Trento vedrai l’elegante Teatro San Carlo, per poi finalmente giungere ad ammirare Piazza Plebiscito in tutto il suo splendore.

Piazza Municipio e la Fontana di Nettuno
A Piazza Municipio troverai una delle più belle fontane di Napoli: la Fontana del Nettuno, recentemente restaurata.

Maschio Angioino, il Castel Nuovo
L’inconfondibile imponenza del Maschio Angioino, o “Castel Nuovo“, domina la scenografica Piazza Municipio. Costruito tra il 1279 e il 1284 da Carlo I d’Angiò, ha ospitato, negli anni, personaggi importanti come Giotto, Petrarca e Boccaccio. La Cappella Palatina, oggi sede del Museo Civico, è ancora intatta. Secondo alcune leggende, nelle prigioni sotterranee di questo castello, c’era un enorme coccodrillo che si nutriva dei prigionieri condannati a morte!

Teatro San Carlo e Palazzo Reale
Quando sei pronto per andare, prosegui la passeggiata verso Piazza Trieste e Trento: prima di raggiungerla, guardando alla tua sinistra, vedrai il Teatro San Carlo. Uno dei teatri lirici più famosi al mondo, il più antico ancora attivo! Fondato nel 1737, in passato aveva una capacità di 3.285 posti a sedere, ridotta in seguito a 1386. Molti altri teatri hanno provato a copiare lo stile del Teatro San Carlo, nel corso degli anni, ma ancora oggi è il palcoscenico preferito in Italia per molti cantanti lirici e famosi attori teatrali. In Piazza Trieste e Trento, troverai il Palazzo Reale di Napoli. Progettato nel 1600 da Domenico Fontana e completato, tra gli altri, da Luigi Vanvitelli , fu la residenza dei viceré spagnoli per oltre 150 anni. Oggi è sede della Biblioteca Nazionale, un luogo molto suggestivo, scrigno di libri dal valore inestimabile. Se decidessi di soffermarti in qualche luogo particolare, allora potresti visitare gli appartamenti reali e i giardini. Il biglietto costa circa 4 €, ma ricorda che non include le mostre estemporanee ospitate all’interno. La facciata del Palazzo Reale è su Piazza Plebiscito.

Piazza Plebiscito
Questa piazza è uno dei simboli di questa città e quando la vedrai arrivando da Piazza Trieste e Trento. È la piazza più famosa di Napoli, sulla quale affacciano la Basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale , il Palazzo della Prefettura e il Palazzo di Salerno. L’area è pedonale– le statue dei re di Napoli nelle otto nicchie costruite da Vanvitelli, e le maestose statue equestri di Carlo III e Ferdinando I, realizzate la prima da Canova e la seconda, per metà (il cavallo) da Canova prima della sua morte, e poi terminata dal suo allievo Antonio Calì. In piazza, accanto al Palazzo Reale potrai ammirare il Vesuvio dal piccolo belvedere che affaccia sul lungomare di via Caracciolo.

Il caffè Gambrinus
In questa città ogni scorcio ti rapisce e si perde la cognizione del tempo, quindi meglio focalizzarsi su questo nostro itinerario a piedi e fermarci a prendere un ottimo caffè dal Gambrinus, storico locale accanto a Piazza Plebiscito. Arredato in stile Liberty, conserva al suo interno stucchi, statue e quadri della fine dell’Ottocento realizzate da importanti artisti napoletani. Quando entrerai qui ti sembrerà di poter vedere ancora seduti a quei tavolini scrittori e artisti che discutono di letteratura, politica e arte: Benedetto Croce, Matilde Serao, Eduardo Scarpetta, Totò e i De Filippo, Ernest Hemingway, Oscar Wilde, Jean Paul Sartre, D’annunzio e tanti altri l’hanno considerato il loro punto di incontro. Il Gran Caffé Gambrinus è stato la tappa di molti “Gran Tour“, i viaggi di iniziazione culturale che intraprendevano i giovani aristocratici europei, tra il 1600 e il 1700, per approfondire la conoscenza del patrimonio artistico e culturale del paese. Gli incontri con letterati e artisti erano parte del percorso formativo. Una curiosità, prima di prendere il caffè, bevi l’acqua che ti sarà servita insieme, perché serve a ripulire la bocca da ogni sapore precedente e a gustarti solo il sapore dell’ottimo caffè napoletano.

Galleria Umberto I, Via Toledo e Piazza Dante
Per entrare nella Galleria Umberto I, dovrai solo imboccare via Toledo e troverai alla tua destra uno dei 4 ingressi. La stupenda galleria coperta risale al XVIII secolo, costruita tra il 1887 e il 1890. Nel 1896 fu scelta come sede del primo cinema a Napoli.  Per più di 50 anni, la Galleria Umberto I fu la sede di lavoro dei “sciuscià“, i lustrascarpe: bambini – scugnizzi napoletani – che pulivano le scarpe a uomini facoltosi. Risalendo Via Toledo (conosciuta anche come via Roma), raggiungerai Piazza Dante (circa 1,4  km a piedi).

La sfogliatella di Pintauro
Percorrendo via Toledo, dopo pochi metri troverai Pintauro, famoso per le sue sfogliatelle dal 1785. La sfogliatella è il dolce simbolo di Napoli, conosciuta tanto quanto il famoso babà al rum e Pintauro è una tappa obbligata per gustare queste delizie.

La famosa metropolitana di via Toledo
Una delle principali arterie di Napoli, famosa per lo shopping, in Via Toledo troverai tantissimi negozi . Fu commissionata dal viceré Pedro Alvarez de Toledo nel 1536, oggi è un’area pedonale, limitata da edifici storici, palazzi nobiliari, chiese, banche e boutique. Passeggiando dai uno sguardo nei vicoli perché ti regaleranno scorci da presepe napoletano e tanto folklore. Ti ricorderanno anche le scene girate nei vicoli della città in “Mangia, Prega e Ama” con Julia Roberts.

 

RIENTRO A CASERTA E VISITA REGGIA DI CASERTA

Durata della guida 3 ore

Pomeriggio visita alla città di Caserta Vecchia

Caserta: la città della famosa Reggia borbonica
La Reggia di Caserta
Il monumento più importante di Caserta è l’omonima Reggia o Palazzo Reale, è un vero e proprio gioiello settecentesco. Ecco come si articola la Reggia:

Il Palazzo
Si parte dal Palazzo Reale, uno splendido esempio di architettura neoclassica, realizzato nella metà del 1750 (ma finito circa un secolo dopo) e i lavori portano la firma dell’architetto Luigi Vanvitelli, che con questo grandioso progetto scrive il suo nome all’interno dell’elenco dei grandi architetti del Bel Paese. La costruzione fu voluta da Carlo Borbone: il palazzo vanta ben 1200 stanze, tutte decorate in modo sfarzoso seguendo gli stili dell’epoca. Si parte dal grande Scalone che conduce al primo piano: molto luminoso, con una rampa centrale e due rampe parallele e anticipato dalla presenza di due leoni marmorei, simbolo della ragione e delle armi, opere rispettivamente di Persico e Solari.

Da non perdere poi la volta decorata con affreschi che rappresentano le quattro stagioni e la Reggia di Apollo. Si prosegue con la visita agli appartamenti reali: se ne contano 8: uno interamente per il re, uno per la regina, due per le principesse reali, altri due per i principi secondogeniti e uno per la principessa e il principe ereditari. Si tratta di stanze bellissime, studiate nei minimi dettagli: dall’arredo agli affreschi, dai materiali utilizzati ai lampadari. Nell’appartamento della Regina si trovano le tre sale della biblioteca palatina, volute da Maria Carolina che la tradizione descrive come donna di gusto, classe e cultura. La Biblioteca è decorata con temi di natura classica, come il parnaso con Apollo e le Tre Grazie, la scuola di Atene, la protezione delle arti e il discacciamento dell’ignoranza.

La cappella Palatina è un’altra sala assolutamente da non perdere, si accede dal vestibolo superiore, senza entrare negli appartamenti: qui venivano celebrate le cerimonie della famiglia reale. Si tratta di un luogo di preghiera, ma che ha l’aspetto più di un salone per i ricevimenti, la cui forma e struttura ricorda da vicino la cappella presente all’interno della Reggia di Versailles. Sedici colonne corinzie in marmo e sculture decorano questa bella stanza.

 

Ma questo è solo uno spunto: da visitare sono moltissime stanze. Si va dal Teatro di Corte a forma di ferro di cavallo alla Sala Ellittica, dipinta in bianco e senza decorazioni che ospita il famoso presepe borbonico; dalla Sala delle Cacce Reali alla Sala di Marte, che insieme alla Sala del Trono e quella d?Astrea forma l’appartamento nuovo. E ancora, la Sala degli Alabardieri, la Sala delle Guardie, la Sala di Alessandro, la Sala del Consiglio, la Camera di Francesco, la Camera di Murat, le Sale della Pinacoteca, la Sala degli Spolverini, la Sala dei Porti di Campania, la Sala dei Porti di Calabria e Sicilia, la Sala dei Porti di Puglia, la Sala delle Allegorie e le quattro Sale dei Ritratti del Re.

Il parco
Il Parco è un viaggio nel viaggio, giardini iridescenti e bellissimi. Un sistema di navette ti collega alla fine del percorso che potresti eventualmente poi ripercorrere sempre con la navetta o addirittura a piedi). Chi pensa che gran parte della visita termini con il Palazzo Reale si sbaglia. Se gli amanti dell’arte e dell’architettura restano senza parole di fronte alla maestosità e allo sfarzo rappresentato dal palazzo, va pur detto che la maggioranza dei visitatori resta davvero allibita di fronte al parco, vero e proprio capolavoro naturalistico, diviso in aree diverse. Non si tratta, infatti, di un piccolo giardino adiacente alla Reggia, bensì di un parco di enormi dimensioni (oltre 100 ettari), adornato con fontane e giochi d’acqua. Il parco lo si potrebbe dividere in tre aree: la prima è quella situata appena dietro al palazzo e rappresentata da un prato verde attraversato da diversi viali e di cui fa parte il “bosco vecchio”.

Segue poi la zona che raggiunge i piedi della cascata, dove si trova il colle di Briano con le sue boscaglie: questa parte è quella nella quale si svolgono i principali giochi d’acqua, grazie alle numerose fontane, tra cui si ricordano quella di Margherita, quella dei Delfini, la Fontana d’Eolo,e quella di Venere e Adone. In fondo si raggiunge la Vasca di Diana e Atteone, dove si riversa l’acqua della Grande Cascata, che scende per 78 metri d’altezza.

La terza parte del parco è rappresentata dal bellissimo giardino inglese voluto dalla Regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV. Il botanico che curò questo parco era Andrew Graefer, inglese, molto conosciuto all’epoca. Piante esotiche, serre, boschetti, piccoli laghi (come il Bagno di Venere), rovine artificiali e finti ruderi con statue provenienti dagli scavi di Pompei si trovano all’interno di questo parco.

Il Museo dell’Opera e del Territorio
Nei sotterranei della Reggia si trova il Museo dell’Opera e del Territorio che raccoglie oggetti delle opere di Vanvitelli e, che ricostruisce la vita della corte borbonica tra il 18esimo e il 19esimo secolo.

Casertavecchia
L’antica Caserta, oggi conosciuta come Casertavecchia, è un borgo medioevale situato a 401 metri d’altezza dove è possibile ammirare una splendida vista panoramica sull’intera città. Tanti sono i punti d’interesse da visitare in questa zona: si parte dal Duomo di San Michele Arcangelo, per proseguire con la chiesa dell’Annunziata, fino ad arrivare al Castello con la Torre.

Il complesso di Sant’Agostino
Un’altra zona da non perdere è quella del complesso conventuale di Sant’Agostino, costruito nella prima metà del 1400, che comprende un Chiostro cinquecentesco, la Chiesa di Sant’Agostino, il Museo d’Arte Contemporanea e il Museo delle tradizioni.

Il complesso medioevale dell’Eremo di San Vitaliano
Il complesso medievale dell’Eremo di San Vitaliano si trova nella frazione di Casola, numerose le cappelle che si possono ammirare nella piccola e stretta strada che conduce all’Eremo (oggi il complesso viene utilizzato per incontri di tipo culturale, religioso e artistico).

Alcuni posti dove potrete mangiare a Caserta:
Alla Tana Del Lupo
Situato a Casertavecchia, in via Lupara 1, questo ristorante circondato dal verde è caratterizzato da una cucina che vuole riscoprire i piatti della tradizione locale in maniera elegante e raffinata.La

Taverna dei Buciardi
In via San Francesco D’Assisi si trova questo famoso locale che ricorda nello stile le antiche taverne napoletane. Piatti tipici, buon vino e ottime pizze campane si possono mangiare in questo allegro ristorante. Da provare.

Ristorante La Gatta Mangiona
In via Comunale per Tuoro si trova il  Ristorante La Gatta Mangiona, un’osteria specializzata nelle ricette tipiche della cucina casertana. Il posto offre inoltre un’offerta di carni pregiate.

Casertavecchia: cosa vedere di bello?
L’antica torre si scorge già mentre, in auto, si percorrono i quattro chilometri di tornanti che separano il paesino dalla vicina Caserta. Completamente immersa nei boschi del casertano, la strada si presenta piacevole: poche automobili, il sole che scende tra i monti. Una visione suggestiva che, già da sola, ha un effetto rilassante. Da lontano, fa capolino il merlo della torre campanaria del Duomo di Casertavecchia, che dà un caloroso benvenuto ai viaggiatori. Il suono delle campane, infatti, accompagnerà tutto il tuo soggiorno: dal caffè al mattino all’aperitivo prima di cena. Il duomo, infatti, ha la particolarità di avere ancora la sua campana originale, il suo suono è autentico, nessuna registrazione: le emozioni a Casertavecchia sono sincere, come la cordialità dei suoi duecentocinquanta abitanti.

Arrivati alla base del piccolo monte che ospita il borgo, hai la possibilità di parcheggiare l’auto in uno dei parcheggi riservati (comprensivi di parcheggio notturno). Se arrivi poco prima del tramonto – scelta consigliata perché l’atmosfera è davvero suggestiva – concediti un aperitivo alla Taverna del Lupo. Trovi questo bar-ristorante di fronte ai parcheggi riservati alle auto. Se sei a Casertavecchia tra i ristoranti consigliati c’è anche il celebre “Ristorante Gli Scacchi”, un po’ costoso ma dove si mangia davvero bene!

Il relax a Casertavecchia comincia con un ottimo aperitivo ma la valigia non arriva da sola in camera. Troverai un po’ faticosa la salita che ti aspetta per accedere al borgo (zona a traffico totalmente limitato) dopo tutti le stuzzicherie che la Taverna del Lupo ti ha servito ma molto suggestiva anche questa passeggiata. Tra le cose da vedere a Casertavecchia, infatti, celebre è il primo belvedere che si trova subito dopo la rampa di accesso al borgo.

Casertavecchia: il Duomo
Passeggiando per le stradine lastricate del borgo medievale, si arriva alla piazza principale dove si trova il Duomo di Casertavecchia. Non aspettarti le dimensioni del Duomo di Napoli o le guglie di quello di Milano. Ma ti stupirà per la sua essenzialità e per un misticismo antico e quasi gotico che si sente vibrare.La cattedrale di Casertavecchia è una signora che esprime l’incontro tra numerosi linguaggi artistici frutto di restauri e ritocchi fatti nel corso del tempo. La prima costruzione risale al 1100 d.C. ed i lavori terminano sul finire dello stesso secolo: ecco perché la mescolanza tra i diversi stili architettonici. Croce latina per la pianta della cattedrale (che divide in due corpi principali) e chiara impostazione medievale per l’architettura formale.

Puoi accedere alla chiesa attraverso due punti di accesso: il primo da piazza Vescovado, quello principale che funge anche da sagrato alla chiesa e un secondo al quale si accede tramite la stradina che costeggia il piccolo campanile. Sulla facciata del duomo si notano il tufo lavico con motivi a losange ed i leoni sporgenti che sovrastano il portone centrale e fanno da colonne al grande finestrone centrale. Al suo interno la chiesa, spartana, è decorata con marmo bianco. Un luogo dove fermarsi per una preghiera e qualche minuto di silenzio interiore, una pausa per l’anima dal tran tran quotidiano.

Casertavecchia: la Chiesa dell’Annunziata
Dopo aver visitato “Alla Marchesa” ed aver assaggiato i suoi dolci fatti in casa, guarda dall’altro capo della strada. Troverai la chiesa dell’Annunziata. Quasi completamente ristrutturata perché ridotta a un cumulo di macerie, la chiesetta gotica risale al sedicesimo secolo. Della struttura originale, poi, è rimasta solo la facciata estrerna ed il campanile.
La chiesa appare dedicata alla gente meno abbiente del tempo che la utilizzava (data la stretta vicinanza con il duomo di Casertavecchia) come ritrovo sociale. Dedica qualche minuto alla visita della chiesa dell’Annunziata: sono d’interesse architettonico e artistico il suo rosone e il suo arco, senza dimenticare il portale in stile barocco (aggiunto in un secondo momento).

Casertavecchia: il Castello
In mancanza di documenti per attestare la datazione storica della fondazione di questo borgo, Casertavecchia si fa risalire al 570. L’invasione longobarda del Meridione avanza e le popolazioni locali abbandonano le città della pianura casertana. Dove scappano? Verso il presidio militare che oggi è noto come “Castello di Casertavecchia”. Posto lateralmente al moderno ingresso cittadino, questo castello è a guardia del borgo da centinaia di anni. Vigile e attento, la torre era un luogo di difesa per gli abitanti e le loro mandrie e greggi.

Dall’anno 861 con il primo conte Pandolfo, passando per la dominazione normanna e l’autonomia feudale. Architettonicamente, il castello aveva una sua planimetria irregolare ma ellittica. Negli anni, rispetto al primo agglomerato costituito dalla torre di guardia, si sono aggiunte la costruzione di un mastio e sei torri (oggi ridotte a pochi resti). Con Riccardo (figlio di Tommaso di Lauro), nel periodo svevo, viene ordinata una ristrutturazione completa del castello che comprende l’edificazione del mastio circolare che oggi campeggia sulla cittadina.

La torre (tra le più grandi d’Europa) ha tre livelli che – ancora oggi – sono visibili tra i resti del castello. I piani della torre erano collegati con il castello attraverso dei piccoli ponti levatoio ed una scala in pietra interna. Recuperato da uno scavo iniziato nel 1972, oggi il Castello è affidato ai ragazzi del Servizio Volontario Giovanile della Protezione Civile di Caserta in collaborazione con la Pro Loco Caserta antica. Quest’associazione permette di svolgere all’interno dell’area del castello rievocazioni medievali e altri eventi che permettono alla zona di essere momento di svago e di aggregazione sul territorio.

PASSAGGIO DI UNA O DUE ORE A POMPEI CITTA’

Cosa vedere prima degli scavi? Il Santuario della Vergine del Rosario
Il Santuario di Pompei fu fondato da Bartolo Longo a cui è intitolata l’omonima piazza che ospita la cattedrale. È uno dei maggiori centri di devozione mariana in Italia, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre accoglie centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo per celebrare la Supplica alla Madonna di Pompei: la preghiera scritta da Bartolo Longo e trasmessa da radio e tv di tutto il mondo.
Il monumento fu costruito  tra il 1876 e il 1891 sotto la direzione dell’architetto Antonio Cua, poi sostituito da Giovanni Rispoli, è stato ampliato più volte nel corso dei secoli per ricevere l’enorme flusso di fedeli che si recano ancora oggi a visitare il quadro della Vergine.

 

MATTINA E POMERIGGIO: SCAVI DI POMPEI
Gli Scavi di Pompei
Il Foro e il Tempio di Apollo
Entrando da via Marina hai subito l’opportunità di vedere il centro antico di Pompei all’interno degli scavi archeologici. Il Foro è il cuore pulsante della città, polo religioso economico e culturale, Agorà dei dibattiti politici che infiammavano la popolazione.

Nel II secolo A.C. il Foro fu ampliato: la tradizionale pavimentazione in tufo fu sostituita da quella in travertino, largamente utilizzato ancora oggi, la piazza si arricchì di numerose botteghe artigiane ed edifici pubblici. Al centro sorge il tempio di Apollo, uno degli edifici di culto più antichi di Pompei. In questo luogo si adoravano diverse divinità tra cui Apollo e Mercurio. Le statuette ritrovate si trovano al Museo Archeologico di Napoli.

L’Anfiteatro
È la più antica costruzione in pietra mai scoperta, risale all’80 a.c., fu teatro di sanguinose battaglie tra gladiatori e ha una capienza di 20.000 spettatori, puoi raggiungerlo facilmente dal Foro imboccando via dell’Abbondanza. Si accedeva all’arena attraverso una galleria, la cripta è collegata a quattro ingressi. A differenza degli altri anfiteatri romani quello pompeiano non ha sotterranei, nella parte superiore sono visibili dei fori utilizzati per sostenere la copertura dell’arena in modo da proteggere gli spettatori sia dal sole troppo caldo che dalla pioggia. Lo sapevi che i Pink Floyd nel 1971 suonarono proprio in questo luogo senza tempo? Registrarono il loro Live at Pompei, un concerto senza pubblico, quasi a voler omaggiare le anime dei guerrieri caduti in battaglia. Una delle pagine più emozionanti della storia del Rock.
Voglio darti un piccolo suggerimento: se hai la possibilità di restare fino al tramonto, via dell’abbondanza è uno scenario davvero surreale per una passeggiata. Avrai la sensazione di trovarti sospeso nel tempo tra sogno e realtà.

Casa del Fauno
Se sei un amante della storia antica, non puoi assolutamente perderti la Casa del Fauno, si trova poco lontano dal Foro, in via della Fortuna. Questa antica villa romana  occupa  all’interno degli scavi archeologici circa 3000 metri quadrati, ed è una delle abitazioni più antiche e maestose della città.

Cosa vedere a Pompei in un solo giorno: Casa del fauno
La sua grandezza lascia pensare che appartenesse a un esponente di spicco della nobiltà romana. Deve il suo nome al Fauno, divinità romana dei boschi e della natura, la sua piccola statua bronzea si trova nell’atrio al centro dell’impluvio. Circondata da ampi giardini, la struttura è caratterizzata da più entrate. La porta a destra introduceva ad ambienti di uso personale: bagni, stalla, terme e cucina. La porta sinistra invece apriva al settore di rappresentanza. I pavimenti sono rivestiti da mosaici mentre le decorazioni risalgono al I stile pompeiano.

Il centro dell’abitazione era abbellito da un mosaico che raffigurava la vittoria di Alessandro Magno su Dario re di Persia, attualmente in mostra al museo di Napoli. Piccola curiosità, si pensa che la villa fosse appartenuta al nipote del tiranno Silla.

Teatro Grande
Situato a poca distanza dalla Casa del Fauno e dal Santuario, il Teatro Grande fu costruito nel II secolo A.C. Le gradinate a ferro di cavallo furono realizzate sfruttando la cavità del pendio. La struttura poteva accogliere circa 5.000 spettatori, ad ognuno era riservato un numero.

La gradinata superiore è divisa in 7 settori ed è sorretta da un corridoio a forma di anello. La scalinata era protetta da un muro che sosteneva il velario, un telone mobile che riparava gli spettatori dalle intemperie. Il palcoscenico situato e la scena erano corredate di statue e marmi. In scena venivano rappresentate le celebri commedie di Plauto e Terenzio.

Vistare il Teatro Grande può rappresentare la ciliegina sulla torta della tua breve visita a Pompei. È ancora molto attivo, recentemente sono state portate in scena opere del calibro della Boheme di Puccini e la Carmen di Bizet.

Esiste dunque una Campania Felix, gli scavi di Pompei sono organizzatissimi. Attenzione: Caserta e Pompei senza visita guidata non sono godibili. E’ la parte più importante del viaggio, un Virgilio che ti accompagna e che ti illustra le segrete caratteristiche dei monumenti e dei vari luoghi storici. Sarebbe un non senso organizzare un viaggio del genere e poi non investire una parte minima del budget in una guida turistica che non può altro che esaltare la bellezza dei luoghi. Una precisazione: non cadere nell’errore del Fai da te, prenota la visita per tempo. Cerca professionisti iscritti all’albo e titolati.
Buon viaggio Felix!

 

 

 

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