Può esistere un dialogo tra mondo Cristiano e mondo Musulmano?

RIVELAZIONI DIVINE E DISTORSIONI MALIGNE DISTRUTTIVE

Questo libro potrebbe rappresentare il lancio del classico sasso nello stagno che solo un laico può lanciare. Ciò al fine di avviare  un sano e costruttivo dialogo tra mondo Cristiano e mondo Musulmano che, se avvenisse, potrebbe portare loro, le parti, a scoprire insieme persino il volto di Gesù nel primo Capitolo del Corano.

Chissà perché, tra i precetti fondamentali del Corano sta scritto di Gesù: Dopo i Profeti abbiamo mandato Gesù, che è la fiaccola della fede e suggella la verità delle antiche scritture; mentre nella pratica viene ridotto al rango di Profeta. Forse perché l’ortodossia della Chiesa avrà impedito in ogni tempo di riconoscere l’avvento del Corano, quale compimento delle promesse fatte ad Abramo e cioè; La mia alleanza è con Isacco; ma Io benedirò anche Ismaele perché è tua prole. Forse perché, essendo mancato il reciproco riconoscimento nei tempi opportuni, non ci fu mai dialogo chiarificatore; e si è prestato il fianco alle trame del Maligno che hanno dato risalto a certe allegorie,  anziché a quei precetti fondamentali dell’opera che diede origine alla nuova fede senza volere intaccare la rivelazione di Dio in Cristo Gesù.

Doveva essere chiarito che l’Uomo Gesù, dopo la morte in croce, come uomo Dio lo risuscitò e lo glorificò anche in cielo dandogli potere  sopra ogni cosa in cielo e in terra; dando così origine alla Santissima Trinità di Dio in un solo Spirito, senza mutazione alcuna perché solo lo Spirito è immutabile. E il Santo Spirito di Dio, che nel libro dell’Apocalisse parlò solo una volta disse: Farò nuove tutte le cose.

Purtroppo la scienza distorta dell’ortodossia ebbe inizio nel Concilio di Nicea nel 325, e si consolidò nel Concilio di Calcedonia nel 451; maturando ciò che nel nostro tempo possiamo chiamare fondamentalismo Cristiano, che sembra abbia prodotto una sola verità; l’affermare che Gesù è vero Dio e vero Uomo. Come poi tale doppia natura si estrinseca non può fare parte dell’umana conoscenza; e volerla esplicare può essere assimilabile all’incredulità di San Tommaso che volle toccare e vedere per credere, e Gesù gli disse: beati quelli che hanno creduto senza aver veduto; e noi, miseri mortali possiamo credere a quanto in proposito ci disse Gesù: Quel che è nato dalla carne è carne, quel che è nato dallo Spirito, è Spirito; e il suo rapporto con Dio ce lo spiega appellandolo: Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro.

Per quanto riguarda la tradizione secolare della Chiesa – tenendo conto che solo lo Spirito è immutabile -; dobbiamo ammettere che in un certo periodo della storia, potrebbe essere aggiornata in quanto; i Padri fondatori si avvalsero degli elementi cognitivi a loro disponibili in quel tempo. Col trascorrere del tempo però, possono essere sopraggiunti altri elementi cognitivi, che nell’ambito della razionalità, possono indurre ad aggiornare la tradizione secondo l’evoluzione dei tempi che portano a migliore conoscenza di quelle basi fondamentali che prima non furono valutati e presi in considerazione, o quelli ancora da venire, come l’Islam che prima non cera.

Comunque sia è doveroso chiarire che, in ogni caso, la Chiesa è l’unica competente ad accogliere o ignorare quanto in questo libro risulta in contrasto con la propria tradizione, se l’accogliesse non dovrebbe cambiare una sola virgola alla liturgia attuale, ma solo tornare alla professione di fede di origine Apostolica, o ridimensionare i dettagli in quella patristica attualmente prevalente, che è poi, quella ufficiale della Chiesa. 

 

Rivelazioni divine e distorsioni maligne distruttive
Giuseppe Cipitì
ISBN: 978-88-9375-248-0
Prezzo: € 16,00
Categoria: Saggi religiosi
Formato: Rilegato

 

In sintesi
L’opera riepiloga le rivelazioni divine che a partire da Abramo portarono al Giudaismo, al Cristianesimo e all’Islam e fa il punto sulla distorta interpretazione della vera natura di Gesù scaturita al Concilio di Nicea, dal quale nacque il lungo e complicato credo niceno sovrapposto al credo apostolico, semplice e conciso, contenente molti più elementi utili alla fede, lasciando spazio al mistero della Santissima Trinità di Dio.

 

Nato ad Alcara Li Fusi l’08/06/1938, Giuseppe Cipitì attualmente risiede a Sant’Agata di Militello. Dopo tanti anni di lavoro come tecnico in vari stabilimenti industriali, ha deciso di dedicarsi alle sue passioni: la scrittura e la campagna, dove passa molte ore del suo tempo libero.

  

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