RECENSIONE: “Cirilla, Frufrù ed il Paradiso nel blu.”

Cirilla, Frufrù,?ed il Paradiso nel blu” di Maria Rosaria Mele, edito Kimerik.

Maria Rosaria Mele da sempre è stata una grande appassionata di arte e scrittura; ed è proprio grazie a queste due passioni che ha deciso di unire ciò che di più la rappresentano, dando vita a “Cirilla, Frufrù ed il Paradiso nel Blu”. 
Cirilla ha nove anni. Un giorno, spaventata da un brutto scherzo organizzato dal Lupo del Paese di nome “Riso-Riso”, la bimba cade e batte forte la testa. Da questa vicenda, inizierà un lungo sogno, che, porterà Cirilla a scoprire una sorta di fantasia. Questa però si scoprirà essere, non più, la solita “fantasia”, bensì l’opposto. 
Sarà un mondo nel quale si fondono bontà e cattiveria; una fantasia nella quale un orco terribile vorrà catturare dei bimbi e fare loro del male, e stessa cosa accadrà a Cirilla. Secondo voi, Cirilla, riuscirà a salvarsi? 
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Ho molto apprezzato come il libro sia stato strutturato, per il semplice fatto che, effettivamente, attraverso questa lettura, un qualsiasi bimbo, riesce ad essere stimolato nel leggerne le pagine, non solo, grazie, alle illustrazioni presenti in esso, bensì, anche, attraverso, la traduzione in inglese, della storia, pagina per pagine. È stata in primis una casa che mi ha fatto apprezzare il libro: l’ho subito ritenuto perfetto per un mio nipotino. Lo scopo di questa lettura è quello, come l’autrice afferma, di far divertire, ma soprattutto riflettere, qualsivoglia bambino, che sia un figlio, un nipotino, un alunno; affinché essi possano uscirne stimolati ed incuriositi da tutti quegli argomenti ai quali si fa cenno ogni giorno, ma, che non sono, per certi versi, alla portata dei bimbi. Attraverso questo racconto, il bambino, riesce ad immagazzinare delle reazioni a queste  “problematiche”, quali, ad esempio, lo “sfruttamento minorile”, o, i “diritti dei bambini”, che, se poste in un determinato modo, in questo caso, attraverso fiabe, quindi, attraverso l’immagine di Cirilla, egli riesce a porsi delle domande e probabilmente a darsi delle risposte, come, in primo luogo, degli insegnamenti che potranno esseri utili per il futuro.

«Il bambino non deve crescere nel mondo delle fiabe e delle meraviglie, ma proprio attraverso una fiaba o un racconto, attraverso delle immagini, può porsi dei quesiti, trovare delle risposte e magari ricevere una morale, un insegnamento che potrà tornargli utile nel futuro”.

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