Recensione del libro L’uomo di Marte di Andy Weir

“PENSARE PAROLE”: recensione libro per martedì 23 dicembre 2014-

“L’UOMO DI MARTE” di Andy Weir      Newton Compton editore;

 

Esordio letterario per Andy Weir con “l’uomo di marte”, divenuto bestseller mondiale che presto diventerà un film per la regia di Ridley Scott con Matt Damon protagonista. Un esordio eclatante per un esordiente appassionato di ingegneria aerospaziale, fisica relativistica e fantascienza. “L’UOMO DI MARTE” è un romanzo di fantascienza che parla della solitudine dell’essere umano e delle sue potenzialità nascoste e inespresse, parla della possibilità di sapersi superare nelle difficoltà. Un bel romanzo che cattura anche chi non è un appassionato di fantascienza, di meccanica orbitale e dintorni; un romanzo dettagliatissimo nella descrizione dell’ambiente descritto e che assolutamente fa presa sul lettore anche perché è scritto con tono confidenziale. Il protagonista Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su marte in una missione che poi porta ad un imprevisto terribile; una tempesta lo ha quasi ucciso e i suoi compagni di spedizione, credendolo morto, sono fuggiti e hanno fatto ritorno sulla terra. Mark si ritrova nei peggiori degli incubi che possa capitare ad un essere umano, ovvero essere abbandonato su un pianeta sconosciuto dove non ha nessuna possibilità di mandare segnalazioni alla base terra in quanto le apparecchiature sono andate distrutte. Una situazione disperata che Mark però vive coin determinazione per non farsi sopraffare dal destino e fa di tutto per sopravvivere, ricorre così a tutte le sue conoscenze scientifiche e ingegneristiche. Un incredibile susseguirsi di accadimenti che portano Mark a inventarsi di tutto fino a diventare anche un botanico e a coltivare un pezzo di terra marziana, il sogno praticamente di tutta l’umanità. Romanzo incredibile davvero, una vera sorpresa dove dopo i primi (3/4 del romanzo) capitoli subentrano nella storia anche alcuni personaggi che permettono al libro di non diventare un semplice diario di bordo. E’ un romanzo originale che si fa decisamente leggere; scritto in modo semplice ma efficacissimo tratta la fantascienza e la ricerca spaziale con un approccio immediato, non angosciante, né puramente in maniera “tecnica”, quasi l’autore rende reali le descrizioni dettagliate di tutte le prodezze di sopravvivenza del protagonista, il che denota una padronanza della materia trattata dall’autore e questo è assolutamente un fatto favorevole. Un romanzo un po’ sulla scia di “GRAVITY” e “CAST AWAY” ma che risplende per originalità propria per il tema trattato, la solitudine dell’uomo di fronte alle avversità della vita, per il ritmo incalzante del romanzo che non da tregua al lettore investendolo di avventure e soluzioni a ogni problema. Forse appunto il suo punto debole è questo continuo spiegare ogni problema, il risolverlo con un ragionamento che magari lo rende un po’ ripetitivo. Il finale inoltre è un po’ affrettato perché forse ormai c’era già stata troppa carne al fuoco e l’autore ha deciso di sveltire il finale per non appesantire e prolungare troppo il romanzo; tuttavia meritava l’avventura un più descritto meglio finale  per fare così comprendere il reale messaggio del romanzo ovvero l’uomo non deve aver paura dei propri limiti ma deve affrontarli e superarli perché è la mente che può tutto, messaggio non banale, essenziale invece per la vita di tutti.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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