Recensione di “Amore bastardo, amore ritrovato” di Susy Benitozzi

Una grave malattia porta via alla famiglia Simona poco piu’ che bambina. Il dolore che la sua morte provoca è grande e il vuoto è incolmabile, tanto piu’ perché era già una piccola donna straordinaria, un angelo dotato di grande empatia e una grande propensione a prendersi cura degli altri. A soffrirne in particolar modo è la sorella più piccola Manuelle, la protagonista di questo libro tutto al femminile.
Manuelle reagisce male alla perdita della sorella e comincia a collezionare una serie di passi falsi nella sua vita, che la porteranno ad allontanarsi dalla casa e dal bar dei genitori, i luoghi della sua infanzia, dove ancora aleggia il ricordo della sorella. Poi la vita la mette nella condizione di dover ritornare per prendersi cura della nipotina Miscelle (tra l’altro somigliantissima a Simona), figlia del fratello, uomo fedifrago e vigliacco, che abbandona la famiglia, perché vittima della dipendenza pscicologica da una donna, di cui cerca disperatamente di assecondare ogni desiderio, al punto da mettere nei guai moglie, figlia e sorella, e costringendole a unire le forze per andare avanti. Questa triste vicenda sarà per Manuelle l’occasione di riscattarsi dai suoi errori e la medicina per trasformare in qualcosa di positivo il grande dolore che si porta dietro da anni. E’ un omaggio alle donne questo bel libro di Susy Benitozzi, la celebrazione della forza interiore e del coraggio di un sesso biblicamente ritenuto piu’ debole, alla faccia di tutte le famiglie che, in ognuno dei continenti del nostro pianeta, compreso il nostro, sopravvivono quotidianamente grazie alla loro capacità di affrontare la vita e di darsi completamente senza risparmio. Per rendere l’idea delle caratteristiche dell’universo femminile di questo libro, pensando alla sua trasposizione cinematografica, immediatamente mi viene in mente Pedro Almodovar, non per niente definito come il “regista delle donne”. Donne che si prendono cura di altre donne, vere eroine nella difficile battaglia della vita, e sullo sfondo l’universo maschile con le sue fragilità, la sua indole egoista che lo rende incapace di concedersi totalmente, e con la volubiltà dei suoi desideri. E a Pedro, secondo me, piacerebbe anche l’epilogo di questa storia, che non vi svelerò, perché è bello viverlo insieme alle protagoniste del libro. Dico solo che l’amore è capace di travolgere qualsiasi barriera! Buona lettura!

Ilaria Paradisi

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Un pensiero riguardo “Recensione di “Amore bastardo, amore ritrovato” di Susy Benitozzi

  • 5 Agosto 2015 in 8:40 am
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    Grazie mille avete reso alla perfezione quello che volevo intendere nel mio racconto. Donne che non si arrendono e che nell’unione trovano la forza per superare ogni avversità.
    Grazie per le belle parole e per il sostegno.

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