Recensione di “Balentia/Valentia Il coraggio di due popoli” di Massimo Fenu

Merita attenzione, secondo me, questo piccolo libro di antropologia culturale di Massimo Fenu, che nasce come tesi di laurea e successivamente viene edito dalla casa editrice Kimerik. Cio’ che lo rende particolarmente interessante è che sicuramente fornisce importanti elementi di valutazione in risposta alla polemica animalista, inaspritasi negli ultimi anni, contro feste e tradizioni dove vengono utilizzati animali in modo spesso pericoloso per la loro incolumità. La Corrida e la Festa di San Fermino in Spagna, così come l’Ardia di Sedilo e il Palio di Siena in Italia, per dirne alcune, sono sempre più bersaglio dell’estremismo animalista, che trova senza dubbio l’appoggio di un’ opinione pubblica, la cui sensibilità animalista e’ cresciuta in modo consistente negli ultimi decenni. La richiesta di chi prende le difese degli animali è che manifestazioni di una tradizione culturale millenaria vengano riconosciute come barbarie del passato e accantonate per sempre, nel rispetto di un’etica animalista che è oramai un’elemento indiscutibile in una società progredita come la nostra.
Non entrando nel merito della polemica, perché trattasi di un tema complesso e pieno di spigoli, invito i sostenitori di entrambe le parti sul piatto della bilancia, a leggersi questo libro per approfondire l’origine e il significato di queste feste. Forse con sorpresa molti scopriranno che non siamo di fronte a manifestazioni di barbarie ma al contrario di espressioni di un sentimento culturale e comunitario, da cui l’umanità, volendo usare lo stesso termine colorito, sempre piu’si sta “barbaramente” allontanando. Le feste, infatti, nell’antichità nascono per scandire la chiusura e l’apertura del ciclo normale del tempo e del lavoro, e prima dell’avvento dell’era industriale la divisione tra tempo feriale dedicato al lavoro e quelle delle feste era netta e scadenzata. Solo con l’avvento dell’industria e del capitalismo, grazie anche al susseguirsi di rivolte popolari, lotte operaie e studentesche, il tempo quotidiano dedicato al lavoro è andato riducendosi a favore di un tempo libero sempre piu’ esteso e sempre piu’ dedicato ad attività individualiste. E’ per questo motivo che le feste, anche quelle di cui parliamo in questo libro, oggi hanno perso gran parte del loro significato originario e della loro attrattiva. Visto da questa prospettiva si intuisce che la tradizione che le ha accompagnate per secoli è in pericolo di vita e potrebbe sparire per sempre, in nome di un’omologazione del tempo libero e delle manifestazioni culturali che personalmente non percepisco come un bene per l’umanità, così come, del resto, sicuramente non è giusto continuare a far soffrire animali per un momento di svago esclusivamente a favore dell’essere umano. Una cosa importante da valutare, tuttavia, è che durante queste feste non si cerca la mortificazione dell’animale ma bensì la dimostrazione della valentia o balentia dell’uomo di fronte ad un avversario di tutto rispetto. Si tratta di una sfida e non esiste sfida se non con un’ avversario che si reputa all’ altezza quando non superiore. Insomma il materiale su cui riflettere non manca e l’argomento merita di essere approfondito da noi tutti perché si possa trovare un modo etico e condiviso di conservare le tradizioni e le identità dei popoli ed evitare una “disumana” omologazione.

Ilaria Paradisi

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