Recensione di “Il mistero del bosco” di Carlo Buono

Carlo è un giornalista quarantenne in cerca di un periodo di riposo e che, anche spinto dall’esigenza di tirare le somme circa il suo vissuto, decide di trascorrere un po’ di tempo nel suo paese natio Marsico, nel cuore della Lucania, splendida zona della Basilicata. Tornato a casa, subito fa i conti con il rimpianto di non essersi fatto più vivo, a causa di una piega diversa presa dalla sua vita, con Maria, la ragazza che aveva promesso di aspettarlo. Ma a dire il vero il tempo del rimpianto dura poco, perché subito Carlo viene distolto dalle sue riflessioni dal terribile omicidio, avvenuto nel bosco, di tre tecnici impegnati in ricerche geologiche, finalizzate alla ricerca del petrolio. Carlo spinto dal direttore del giornale e dalla deformazione personale, non potrà fare a meno di indagare e affiancare le autorità  nel cercare di fare luce sul misterioso caso di omicidio.
Ovviamente non vi rivelo altro sulla trama ma dico solo che è avvincente, ben congegnata e non priva di colpi di scena. Lo sviluppo dell’indagine si rivelerà molto interessante e avvincente per il lettore, perché la vicenda risulta intrisa di elementi mitologici e leggendari, legati al retroterra storico-culturale e paesaggistico di questa zona che ospitò popoli antichi nonché insediamenti greci e romani. Questa antica regione era conosciuta ed apprezzata, infatti, nell’antichità per i suoi fittissimi ed estesi boschi, i quali furono sfruttati sia dai Romani sia dagli altri popoli che conquistarono queste terre.
Dal punto di vista culturale la Lucania con il suo enorme patrimonio boschivo e naturale fu un luogo compatibile con la presenza di leggende sui centauri, figure mitologiche di origine pagana metà uomini e metà cavalli, fieri abitanti dei boschi e abili tiratori con l’arco, noti per la loro grande saggezza e incredibile crudeltà.
Trovo che questo genere di giallo, dal sapore tutto italiano perché legato alla realtà paesana, caratteristica della nostra nazione, sia un genere da coltivare per la sua doppia valenza. Esso infatti risulta un felice compromesso fra la lettura di intrattenimento e la lettura di argomento antropologico culturale. Sicuramente questo romanzo se trasposto in sceneggiatura non avrebbe niente da invidiare ad un episodio della serie “Montalbano” famosa per la splendida ambientazione siciliana e scritta da Andrea Camilleri, celebre esponente contemporaneo di questo fortunato genere letterario. Quindi per chi ama i gialli, per chi ama l’atmosfera e la cultura della provincia italiana, per chi ama i bei libri, per voi “il Mistero del bosco” di Carlo Buono. Buona lettura.

Ilaria Paradisi

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