Recensione di “La scienza del dimagrimento ” di Claudio Lombardo

Credo che questo libro di Claudio Lombardo sia importante perché indaga accuratamente sulle radici di uno dei problemi più scottanti della salute mondiale: l’obesita’.
Si parla di radici al plurale perché, per spiegare l’ eccessivo aumento di peso di oramai una percentuale significativa della popolazione mondiale, non basta indagare sulle cause organiche e su possibili disfunzioni cellulari.
Dalla lettura di “La scienza del dimagrimento” appunto si evince che il problema dell’obesità è molto più complesso di quello che sembra e le sue molteplici sfaccettature rendono complicato il raggiungimento di una soluzione univoca e efficace, valida in ogni caso. Di sicuro va tenuto conto che il problema presenta più aspetti, che semplificando potremmo raggruppare in 4 macrospetti: fisiologico,psicologico,culturale e socio-economico.
L’autore ha sviluppato questa tesi usando come supporto molta letteratura scientifica sull’argomento. Cosi’ facendo Lombardo ottiene uno studio elaborato ad uso e consumo di professionisti che operano nel settore, fermo restando il fatto che sia anche uno strumento utilissimo a tutti per conoscere se stessi.
Cercherò di riassumere brevemente per quanto sia difficile, il filo centrale di questo studio, che però davvero merita di essere percorso piu’ affronditamente dall’inizio alla fine. Si parte dal presupposto che e’ inutile per una persona obesa cercare di risolvere il suo problema di salute solo agendo dal punto di vista fisiologico, adottando come soluzione unicamente l’osservanza rigorosa di una dieta ipocalorica e ignorando del tutto l’aspetto psicologico. Senza pensare al fatto non secondario che una dieta fatta di “restrizioni” e “privazioni” aggrava una condizione psichiatrica spesso già compromessa a livello del funzionamento di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina. Il problema psicologico è ancora più complesso da riassumere in due parole, comunque diciamo che solitamente nasce in un contesto familiare “soffocante” e risente molto del rapporto con il cibo che viene trasmesso dai genitori, in particolare dalla mamma, colei che si occupa in gran parte dell’accudimento del bambino.
Ma tutto questo risulterebbe ancora riduttivo se non prendissimo in considerazione anche il contesto culturale in cui viviamo e che attribuisce al cibo una funzione consolatoria e di riempimento di vuoti esistenziali, di senso o molto più semplicemente di eccessi di tempo libero. La condivisione di cibo, molto spesso spazzatura, e’ un momento di socialita’ sopratutto per i giovanissimi, per cui rinunciare a vivere questi momenti conviviali con i compagni risulterebbe per il ragazzo obeso davvero difficoltoso e penoso, con probabili ripercussioni psicologiche. È stato rilevato poi l’aspetto socio- economico per cui sono le classi sociali più “basse” quelle maggiormente colpite da questo problema, vuoi a causa di ridotte capacità di spesa per acquistare alimenti sani ma più costosi, come frutta e verdura, vuoi per maggiore scarsità di informazioni e di conoscenze nel campo dell’alimentazione.
Insomma leggete questo libro perché acquisire maggiore consapevolezza sui vostri comportamenti alimentari e’ il primo passo indispensabile per correggere atteggiamenti e abitudini sbagliate nei confronti del cibo e di conseguenza per prendervi cura della vostra salute.

Ilaria Paradisi

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