Recensione film: “Un paese quasi perfetto”

“L’OCCHIO CINEFILO-BUIO IN SALA”:

“UN PAESE QUASI PERFETTO”     dal 24 marzo al cinema

 

Benvenuti al sud con “un paese quasi perfetto”, è questo il film di esordio da regista di Massimo Gaudioso che dirige Silvio Orlando, Fabio Volo, Carlo Buccirosso, Miriam Leone e Nando paone. La vicenda si svolge a Pietramezzana un paesello inventato arroccato sulle montagne lucane dove la chiusura della miniera che dava lavoro ai suoi abitanti ha ridotto la popolazione a 120 abitanti che ora sono disoccupati. Il sogno di Domenico Buonocore (Silvio Orlando) è quello di ridare vita al paese favorendo l’apertura di una fabbrica; gli da una mano in questo sogno da realizzare l’impiegato di banca Nicola (Carlo Buccirosso) e il disoccupato Michele (Nando Paone). Ma l’apertura della fabbrica ha un impedimento perché per la sua apertura ci vogliono almeno 200 abitanti e l’avere un medico in servizio permanente al paese. Ma nessuno vuole trasferirsi a Pietra mezzana. Per una coincidenza capita in paese l’opportunità di trattenere Gianluca Terragni (Fabio Volo), chirurgo  plastico milanese; a questo punto Domenico mobilita tutto il paese per trattenere il medico oltre il mese previsto e fanno di tutto per assecondare i gusti di questo medico: dai gusti culinari, gli piace il sushi, a quelli sportivi, ama il cricket, fino a quelli femminili chiedendo alla bella Anna (Miriam leone) di avvicinarsi al medico e di prestarsi al gioco degli inganni, ma lei rifiuta di collaborare. E’ questa la simpatica trama di “un paese quasi perfetto” di Massimo Gaudioso, già sceneggiatore di film di successo. Il film è un po’ il remake di “la grande seduzione”, commedia degli equivoci del francese Jean- Francois Pouliot, una rivisitazione italiana di questo film sia pur adattato alla realtà italiana, che ultimamente ama narrare al cinema la provincia come luogo dove si focalizzano tutti i problemi dell’Italia. Il film è una gradevole commedia che è tuttavia l’ennesima variazione sul tema trattato in “benvenuti al sud”, perché parla di problemi seri come il pregiudizio, la disoccupazione e li racconta però con toni leggeri da commedia agrodolce che ora va tanto di moda. Il punto focale del film è che comunque, tra una battuta e l’altra, viene portato a galla la perdita della dignità quando non si ha lavoro, cosa si è disposti a fare pur di inventarselo e il desiderio di riscatto di territori italiani spesso dimenticati dalle istituzioni. Questa è la nota positiva del film che trasmette un bel messaggio dove in un mondo di maschere sociali per togliersele e ritrovare se stessi bisogna arrivare all’autenticità di uno scopo nella vita.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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